Parco di Elea-Velia, Valiante deposita interpellanza urgente. Borletti Buitoni: «Impegno per tutela e rilancio»

Il deputato Simone Valiante ha presentato una interpellanza urgente, insieme ad altri colleghi e della quale è primo firmatario, per chiedere al Governo di attuare opportune iniziative necessarie ad uno sforzo maggiore e all’attuazione di politiche comuni affinché il Parco archeologico di Elea-Velia venga rilanciato. In particolare il parlamentare Dem ha risposto alla sollecitazione dell’associazione Genius Loci Cilento che in una lettera aperta, indirizzata ai sindaci dei Comuni interessati, all’ente Parco, alla Soprintendenza di Salerno e Avellino e al ministro dei Beni Culturali, chiedeva «un cambio di rotta e richiamo alla responsabilità per un sito Unesco» periodicamente vittima di incendi

Nell’interpellanza Valiante ha risposto alle sollecitazioni dell’associazione, soffermandosi sia sulla gestione del Parco che sulla necessità di istituire un museo eleatico dove esporre i tanti reperti archeologici attualmente conservati in condizioni precarie. Non solo, il deputato ha anche sottolineato la mancanza di dialogo con le altre realtà archeologiche cosiddette minori del territorio, come Roccagloriosa, Civitella, Sapri e Sacco. Gli incendi periodici (se ne registrano ogni anno) hanno raggiunto l’insediamento, distrutto ulivi secolari e macchia mediterranea, oltre ad aver compromesso l’unicità di un territorio riconosciuto patrimonio Unesco. 

Dalla fotografia scattata dal parlamentare cilentano è emersa una situazione di abbandono del sito archeologico, scollegato dal contesto, lontano dalla ferrovia e non segnalato. Panchine divente all’interno dell’area e un sito internet che nei giorni di chiusura totale non ne ha dato informazione. Una emergenza già ben delineata dal presidente di Genius Loci Cilento Giuseppe Di Vietri attraverso la lettera aperta pubblicata all’indomani dell’ultimo incendio.    

Nel corso della seduta in aula di questa mattina, però, il sottosegretario ai Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni, ha confermato subito l’impegno da parte del Mibact di tutelare e valorizzare il sito cilentano, e rilanciarlo anche nell’ottica del progetto, finanziato con 9 milioni di euro, di ‘Velia città delle acque’» che dovrebbe basarsi sul restauro e sulla copertura del mosaico del frigidarium delle terme romane e sul restauro e sulla copertura del complesso delle terme ellenistiche e sulla messa in sicurezza dell’area, attualmente inibita al pubblico.  Il sottosegretario ha anche sottolineato che «la prevenzione deve partire da una corretta manutenzione del verde non solo dell’area destinata al parco ma anche delle aree demaniali che sono al di fuori deal parco stesso. Le caratteristiche idrogeologiche e la presenza di falda acquifere comporta una celere ricrescita della vegetazione particolarmente rigogliosa e invasiva. Il primo stralcio del progetto per il quale sono in corso le gare di Invitalia prevedano un intervento di pianificazione del verde all’interno del parco, il ripristino della  segnalistica e delle aree di sosta». 

Ha poi aggiunto che «La Legge regionale di tutela mira alla ricostruzione di una zona paesistico-ambientale intorno all’antica città di Velia, zona in cui è fatto divieto, fino alla realizzazione del piano particolareggiato di riqualificazione, di apportare qualsiasi modifica all’assetto del territorio. Il piano doveva essere redatto dai comuni di Ascea, Castel Velino e le soprintendenze entro 12 mesi dalla pubblicazione della legge. Decorso inutilmente tale termine la regione Campania avrebbe dovuto nominare un commissario ad acta, cosa che poi non è avvenuta».

Un piano così importante che la Regione definì la legge come ‘urgente’ – si legge nella lettera di Genius Loci – e segnala la sua volontà di nominare un commissario ad acta se non si fosse provveduto entro un anno: ne sono passai dodici e non c’è traccia né del piano, né del commissario e né dei 9 milioni previsti dalla legge per la realizzazione del piano stesso. Il sottosegretario ha poi rammentato che «l’area archeologica di Velia, unitamente a Paestum e alla Certosa di Padula sono parte di un più esteso sito denominato parco nazionale del Cilento e vallo di Diano iscritto nel patrimonio Unesco dal 1998. Anche in questa prospettiva – ha concluso – ribadisco il forte impegno del Mibact per la tutela e la valorizzazione del sito anche nella prospettiva della crescita del complesso contesto socio culturale del territorio interessato».

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