Vallo della Lucania e il valzer degli assessori, Molinaro: «Troppi mercenari in politica. Aloia ha sbagliato con mossa Cobellis»

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Insieme alla nomina ad assessore di Mauro D’amato al Comune di Vallo della Lucania, sono arrivate anche le polemiche. Nelle sue prime dichiarazioni D’Amato ha infatti dichiarato l’esistenza di «tentativi di dialogo sia col dimissionario Molinaro sia col Pd», dichiarazione a cui ha prontamente ribattuto il segretario del Pd vallese Ruocco negando «ogni azione di recupero». Questo il quadro dei recenti avvenimenti sui quali commenta l’ex assessore Attilio Molinaro che sul recente incarico assegnato al suo sostituto ironizza: «Ma mica è recente? Risale a due mesi fa, è un amico e mi fa piacere». «Per la nomina ufficiale ci è voluto diverso tempo per problemi tecnici – continua Molinaro – si è cercato di ricucire un eventuale strappo ma come già spiegai non è per un fatto personale ma solo politico, io ho mantenuto ottimi rapporti con tutti gli amici dell’amministrazione». L’uomo della giunta Aloia ha lasciato volontariamente la barca, forse anche per colpa dei tanti tentativi di dialogo mal riusciti: «Tentativi si, da parte del sindaco dati i rapporti di amicizia, c’erano e ci sono stati senz’altro ma è un fatto normale che uno cerca di ricucire un eventuale strappo». 

Non si è trattato «soltanto» di tentativi di dialogo mancati con il primo cittadino e gli altri (ex) colleghi del consiglio comunale, ma anche sul fronte del partito, il Pd. Su quest’ultimo aspetto Molinaro gira alla larga e dice di «non sapere nulla, anche perché per quanto riguarda il Pd a me tempo fa non hanno rinnovato neanche la tessera, io sono del Pd ma attualmente non sono neanche tesserato perché non mi è stata rinnovata la tessera». Alla domanda «D’Amato svolgerà un buon operato?», Molinaro ribatte: «Ma sì, è un valido professionista perché non dovrebbe? E poi D’Amato non ha una collocazione politica ben precisa anche se è stato vicino al Pd», incalza Molinaro che passa poi a parlare della situazione generale e denuncia la presenza di mercenari e figure camaleontiche all’interno della politica, anche a livello locale: «E’ una situazione convulsa, io essendo una persona coerente che ha mantenuto sempre una linea politica da 30 anni, vedere che in giro ci sono tanti mercenari la cosa non fa piacere». Ma alla domanda specifica su chi possano essere questi mercenari dell’attuale politica locale divaga: «Lo vediamo a livello centrale, vediamo il mercato delle vacche che si sta facendo per le regionali, sinceramente non mi ritrovo in questo modo di fare politica». «Io fui chiamato, già all’epoca non volevo candidarmi poi noi siamo stati i primi a fare le larghe intese quando a livello nazionale ancora non se ne parlava per poi veder delusa e stravolta quelle che era la nostra linea politica, vederla completamente stravolta – spiega Molinaro – in politica si fanno sempre accordi, anche accordi impensabili ma la politica è l’arte del possibile, quello che sembra impossibile oggi è possibile domani ed io proprio per questo non mi ci ritrovo, torniamo a quello che diceva Machiavelli, il fine giustifica i mezzi, sinceramente non mi ritrovo in questo modo di vedere le cose»

«Fermo restano che l’amministrazione Aloia è stata un’amministrazione che ha fatto» Molinaro bacchetta il sindaco riguardo l’allenza con Cobelis «che è l’unica cosa in cui ha sbagliato Aloia è che se lui decide di fare della nuove alleanze la correttezza avrebbe voluto che lui ne avesse parlato col gruppo e non dirlo a cose fatte, queste trame che poi erano state tessute alla fine non hanno approdato a nulla, si è risolto tutto in una bolla di sapone». «Sinceramente vedere gente che da destra passa a sinistra, da sinistra passa a destra poi sta al centro oppure altre persone che nel nostro collegio hanno predicato di candidarsi e nell’arco di pochi mesi hanno cambiato tre o quattro casacche non penso sia un esempio per i giovani – chiosa l’ex assessore di Vallo della Lucania – non mi hanno rinnovato la tessera del Pd che poi nel direttivo del Pd di Vallo ci troviamo gente che all’occorrenza è iscritta al Pd e voca casomai Udc, Fratelli d’Italia, Forza Italia, questo nel direttivo». I nomi non vengono fuori, ma Molinaro fornisce degli indizi: «Hanno fatto un direttivo molto snello, sono 16/17 persone, io posso dire che quando ero nel Pd eravamo 420 iscritti ora sono rimasti 120, tiri lei le somme, questa è la politica di oggi c’è gente che fa politica non per il gusto di fare politica e nell’interesse della collettività ma solo per un fatto prettamente personale e a seconda dell’occorrenza sale e scende dal carro del vincitore». E poi torna sul discorso dei mercenari: «I mercenari ci sono a livello centrale, a livello regionale, a livello periferico sono d’dappertutto – conclude Molinaro – ce ne sono tanti, ce ne sono tanti».

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