Perdifumo, rientra la salma del 63enne morto in Bulgaria: giallo su cause

di Antonio Vuolo

E’ arrivata stamattina in Italia la salma del 63enne Gerardo Di Muoio, l’operaio di Vatolla, frazione di Perdifumo, morto lo scorso 28 marzo in un incidente sul lavoro in Bulgaria. La salma, giunta intorno alle 9.30 nel piccolo borgo cilentano, è stata benedetta e tumulata, in osservanza del Dpcm in vigore che vieta anche le funzioni religiose al fine di evitare la diffusione del contagio da Covid-19. Molto toccante è stato l’arrivo della salma che ha fatto il giro del paese con il carro funebre , e gli abitanti del piccolo borgo dinanzi alle porte e ai balconi delle loro abitazioni per fargli un ultimo saluto a distanza. Anche il Comune di Perdifumo ha proclamato il lutto cittadino. L’uomo è morto lo scorso 28 marzo nei pressi della città di Pleven dove era impegnato con una ditta italiana nei lavori di costruzione del gasdotto “Balkan Stream”. Sulle cause della morte è ancora in corso un’indagine da parte delle Autorità bulgare. Non è ancora chiaro, infatti, se a causare la morte sia stato un infarto oppure un incidente sul lavoro. L’uomo, infatti, cadde in un fosso mentre stava lavorando su un escavatore e fu colpito da un grosso tubo. Ora, resta da capire se è stato il malore a causargli la caduta e il decesso, oppure se il violento colpo con l’oggetto metallico. Tanti i messaggi di cordoglio che hanno ricevuto i familiari. Uno dei figli, Giancarlo, che vive a Como, ha dedicato al papà una delle sue più canzoni, ovvero “Amico mio”.

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