Premio Vassallo, Dario: «Diffonde cultura della legalità tra i giovani»

Dario Vassallo

di Antonio Vuolo

«Il Premio è un’opportunità che permette ai ragazzi di conoscere e di fare esperienza dei valori espressi da Angelo Vassallo: legalità e rispetto dell’ambiente. Principi e valori che in un momento come questo sono fondamentali per lo sviluppo di un territorio e di un intero Paese». Lo dichiara Dario Vassallo, presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore in riferimento al concorso dedicato alle scuole, ai giovani e gli adulti e dedicato ad Angelo Vassallo, il sindaco ucciso nel 2010 ad Acciaroli con nove colpi di pistola da mano ancora ignota.

«Il concorso è alla sua seconda edizione, ma in poche ore dal lancio del bando 2021 stiamo registrando una risposta sorprendente che mostra quanto l’Italia intera sia interessata e coinvolta dalla figura di Angelo. Ben vengano i valori di legalità nella società civile. – spiega – Il premio si inserisce in un percorso importante portato avanti dalla Fondazione in questi dieci anni di attività. Ha un significato importante, svolge un ruolo determinante nella diffusione di una cultura della legalità e lo riscontriamo in ogni luogo e in ogni Palazzo, anche a Roma». 

«In 10 anni abbiamo impegnato una bella parte della nostra vita dedicandoci alla Fondazione. – aggiunge Vassallo – Sono contento per tutto ciò che abbiamo dato ad Angelo e a questo Paese. Io e mio fratello Massimo siamo soddisfatti del cammino percorso e della credibilità raggiunta. L’aspetto più entusiasmante è mettere insieme tante persone accomunate solo dal credere in un ideale di giustizia e nei valori di Angelo. – ha sottolineato – Non c’è nessun interesse economico, ma solo una costruzione morale interiore.  Sono tantissimi i messaggi e le testimonianze che riceviamo e ci riempiono di orgoglio, come quello ricevuto in questi giorni da un un giovanissimo, di appena 22 anni: “La Fondazione rappresenta la speranza”, ha scritto in un WhatsApp. Parole che mi hanno emozionato, perché significa che siamo arrivati al cuore del problema, ai giovani e al loro sogni. Stiamo contribuendo alla formazione di giovani generazioni. Stiamo costruendo speranza, appunto, anche lì dove, a volte, è difficile intravederla».

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