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Scuola: 2000 tagli per la sola provincia di Salerno, 450 precari fanno ricorso al Tar e al Presidente della Repubblica

di Redazione


 E’ forte la protesta avanzata a Salerno dagli insegnanti rimasti senza lavoro in tutto il territorio della provincia, dopo i tagli previsti dalla nuova riforma. Tre giorni fa, diversi docenti hanno occupato l’ufficio scolastico provinciale di via Monticelli, a Fuorni. Sette manifestanti sono saliti sul tetto della struttura. La protesta nasce a causa del taglio di 2000 unità sancito per la sola provincia di Salerno del personale docente e non docente nelle scuole di ogni ordine e grado.

Intanto, in queste settimane, oltre 450 precari hanno aderito ai ricorsi, patrocinati dai Cobas Scuola, al Tar del Lazio ed al Presidente della Repubblica, contro il decreto ministeriale.

“Il decreto del ministero ha imposto ai precari – si legge in una nota del Cobas Scuola Salerno – costretti ad emigrare per poter lavorare, l’inserimento in coda alle graduatorie ad esaurimento di altre tre province , eliminando di fatto il diritto ad utilizzare il punteggio legittimamente acquisito negli anni. L’anticostituzionalità del DM 42 è stata più volte evidenziata dal Tar del Lazio che in più sentenze, tra queste quella del 14 luglio ha disposto la sospensiva dello stesso decreto ristabilendo il diritto costituzionale dei lavoratori e delle lavoratrici di spostarsi, senza vincoli e penalizzazioni, su tutto il territorio nazionale”. Secondo i dati forniti dal Cobas, per il prossimo anno scolastico dei 45.000 docenti in meno, i due terzi dei tagli interessano le regioni del Sud; solo in Campania mancheranno 6.200 cattedre , in provincia di Salerno circa 2.000.

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