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La chiesa di San Nicola di Bari, i lavori di ristrutturazione infiniti e l’appello al Presidente della Repubblica

di Giuseppe Galato

Non è una novità che in Italia vi sia incuria verso la cultura. Oltre ai continui tagli ai fondi, le opere in stato di abbandono abbondano sul territorio nazionale. Questa volta tocca alla chiesa di San Nicola di Bari di Roscigno Vecchia uscire allo scoperto.

Dimenticata da anni ormai (nonostante i lavori di ristrutturazione iniziati negli anni ’80 e mai terminati) la chiesa rappresenta l’emergenza nel Cilento ed è uno solo dei casi di abbandono che si riscontrano sul nostro territorio.

Con un appello al Presidente della Repubblica un cittadino roscignese, Roberto Vito Gerardo, tenta ora di portare alla luce la questione.

 

L’APPELLO:

All’attenzione del
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Sua Ecc. Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
00187 Roma

OGGETTO: Stato di abbandono della chiesa madre S.Nicola di Bari ubicata in piazza G. Nicotera in Roscigno Vecchio (Salerno) – Restauri iniziati negli anni ’80 che dopo 29 anni non finiscono mai.

Illustre Presidente Giorgio Napolitano,

con la presente mi permetto d’ importunarLa e di chiederLe d’intervenire prima che sia troppo tardi e che un altro bene culturale italiano rischi di scomparire con tutta la sua bellezza.

Il contenuto di questa mia lettera è un grido dall’allarme e di enorme preoccupazione per lo stato di abbandono che vive la chiesa madre S. Nicola di Bari ubicata in piazza G. Nicotera in Roscigno Vecchio (Salerno), nonostante, negli anni ’80 sia stata intrapresa un’opera di restauro mai completata e con restauri effettuati sotto la sorveglianza della Soprintendenza ai Beni Culturali di Salerno e Avellino.

Io Le scrivo perchè sono rimasto sbigottito dallo stato in cui ho trovato gli stucchi che facevano da cornice alle pitture (almeno queste rimosse) presenti all’interno della chiesa, dallo stato fatiscente degli antichi altari sottostanti le stesse (diffusi ai lati delle navate secondarie) e dallo stato della pavimentazione (completamente rimossa) all’interno della chiesa.

Sono sempre più sbigottito dal fatto che opere di restauro iniziate negli anni ’80 facessero presagire un veloce recupero dell’intero plesso monumentale e che alcune parti della chiesa risultino oggi completamente abbandonate dopo quasi 29 anni di lavori portati avanti con appalti e finanziamenti a pioggia.

E’ un vero peccato perchè la chiesa potrebbe diventare un grande attrattore turistico dopo un attento restauro e dovrebbe essere riaperta al culto ed alla visione dei tanti turisti che ogni anno si recano a visitare il centro storico del comune di Roscigno.

Presidente Napolitano per questo io Le scrivo, vista la sua profonda sensibilità nei confronti dei beni culturali italiani ed al fine di farLe verificare e rimuovere le cause che hanno provocato intoppi burocratici negli ultimi anni che non permettono la fine dei quasi trentennali restauri e lavori effettuati sulla chiesa madre in Roscigno Vecchio.

Le scrivo, inoltre, per chierderLe d’intervenire per far recuperare allo Stato italiano (visto che sono opere di restauro finanziate con contributi provenienti dalle casse statali) un prestigio un po’ offuscato dai lavori interminabili della Chiesa madre che hanno diffuso tra la popolazione residente la sensazione che le istituzioni siano latitanti e che la chiesa e le sue inestimabili opere d’arte (stucchi, fregi, statue ed affreschi) siano destinate ad una lenta e degradante agonia e ad un lento ed inesorabile tramonto se non s’interviene nel breve termine (1-2 anni).

In attesa di un Suo sicuro ed attento riscontro, porgo i miei saluti.

Roberto Vito Gerardo

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