Salento: in 10mila alla Festa della castagna e ad Agorà contemporanea (FOTO)

«Un successo di proporzioni gigantesche» così il sindaco di Salento, Gabriele De Marco, commenta le affluenze alla Festa della castagna che domenica sera ha chiuso il sipario. «Mi han detto che si sono stati casi di gente che non è riuscita ad arrivare in paese per le troppe affluenze, ce ne scusiamo» questo il commento entusiasta del presidente della Pro Loco, Giuseppe Pinto. Quasi diecimila presenze in quattro giorni, un dato che non ha quasi precedenti per una manifestazione di metà ottobre, ma è il dato della festa della castagna di Salento e di agorà contemporanea progetto che tende alla condivisione dei valori della cultura e della tradizione del Mezzogiorno, finanziato dalla Regione Canpania con fondi PO FESR obiettivo operativo 1.12.

Sarà stata la cooperazione virtuosa tra gli enti territoriali, la regione e il comune di Salento, che ha organizzato la manifestazione in una con la Pro Loco, e il mondo dell’associazionismo, a creare un attrattore territoriale da una manifestazione quale la Festa della Castagna, giunta alla quarantaquattresima edizione. “Agorà Contemporanea: Festival delle identità culturali” si caratterizza così come un grande contenitore di eventi che tende a fare emergere le identità culturali del territorio tracciandone una piazza virtuale e mettendone in rete i valori in un’azione aggregata di marketing territoriale.

Dopo Salento, infatti, l’agorà coinvolgerà i comuni di Novi Velia, Cannalonga e San Mauro La Bruca. La stessa pianificazione dello strumento vede un’interrelazione tra enti e associazioni, il partenariato di Agorà Contemporanea si compone difatti della Soprintendenza Bap di Salerno e Avellino, dell’associazione “Achille e La Tartaruga” e dell’associazione “Identità Mediterranee”. La Festa della Castagna di Salento è stata una vetrina dove mostrare il prodotto per eccellenza della civiltà contadina delle comunità interne, ma anche una rassegna di musica dove mostrare quel valore del Mediterraneo che accumuna il Sud. In quattro serate si è passati dalla pizzica salentina al canto della civiltà contadina cilentana, dalla tarantella calabrese alle sonorità e melodie del Cilento dei nostri giorni.

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