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Per una normale giornata di lavoro di circa sei ore, costrette a stare fuori casa tredici ore

di Federico Martino

Costrette a trascorrere più della metà di una giornata fuori casa per l’inesistenza di una linea di trasporti adeguata. E’ quanto accade alle operaie che vivono nel piccolo comune dell’entroterra salernitano che quotidianamente si recano al lavoro nella Piana del Sele. Da circa due anni, infatti, le operaie sono costrette a partire alle prime ore del mattino, alle 3, per poi far  ritorno  a casa nel pomeriggio alle ore 16 a causa della mancanza di una linea diretta di trasporti.  Sono costrette quindi a stare più di tredici ore fuori casa per svolgere le 6:40 di una normale giornata lavorativa. Il problema è sorto negli ultimi due anni, ovvero da quando è stata sospeso il servizio di trasporti denominato “linea ex operaie”. Della questione sono state più volte interpellate le varie forze politiche: il sindaco del comune di Salvitelle Nunziata, il consigliere Provinciale Giuliano allora  assessore ai Trasporti della precedente giunta Provinciale Villani ed il dirigente dei Trasporti della Regione Campania D’Alessio, ma in concreto il problema permane e persiste. Il disagio di queste donne e madri lavoratrici non si è risolto. A scendere in campo al fianco delle operaie è stata la consigliera comunale del PDL di Salvitelle, Maria Antonietta Scelza: “Il nostro è un comune mortificato dal sisma del 1980 sia dal punto di vista economico che umano. Un comune carente di servizi – ha dichiarato la consigliera – e di infrastrutture dove la politica clientelare degli ultimi trent’anni si è curata solo degli interessi di pochi e non della comunità. Una popolazione decimata, dove i giovani sono tutti scappati altrove  alla ricerca di un lavoro. Queste operaie si recano a lavorare nelle serre, ritornano a casa distrutte ed oltre alla fatica fisica per il pesante lavoro svolto, devono stazionare ed attendere delle ore, le coincidenze per rientrare a casa. La loro lamentela resta inascoltata da oltre due anni, a nulla sono servite le riunioni tenutesi insieme al sindaco Nunziata sulla casa comunale. Il primo cittadino non è stato capace di risolvere e di farsi portavoce del  disagio,  tutto questo è vergognoso, il compito delle istituzioni è quello di essere sensibili ai veri disagi delle persone e di impegnarsi per risolverli, non di fare solo inutili chiacchiere, intanto attendiamo che qualcuno dei “potenti” di turno leggendo questo articolo possa sentirsi umanamente coinvolto e decida di intervenire per risolvere la situazione”.

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