San Biase di Ceraso, il 25 e 26 agosto il via alla 17° edizione della Festa del Pane

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“O pane re casa”: a San Biase va in scena la XVII edizione della festa del pane fatto in casa. La festa che, come sempre, avviene a fine estate, nell’ultimo fine settimana di agosto, è ben nota nel Cilento per via della straordinaria offerta di prodotti tipici della tradizione culinaria cilentana, e per via della suggestiva atmosfera che si viene a creare grazie alla bellezza naturalistica del luogo e al mormorio dello scorrere del Fiume Palistro. Ad allietare e rallegrare le serate, inoltre, non potranno mancare i tradizionali gruppi di musica popolare. Per i più interessati ci saranno, invece, vari ” excursus” culturali attraverso i quali ci si potrà immergere alla scoperta della storia del paese e della festa, e visitare lo splendido atrio dello storico palazzo baronale, nei pressi della piazza, appartenuto alla nobile famiglia dei Ferrara che furono un tempo “i signorotti” del paese. Tuttavia, la vera particolarità della festa, per cui si distingue dalle altre feste sparse per il Cilento, sta nel fatto che il devoluto non verrà messo in tasca, ma sarà destinato al mantenimento, all’abbellimento e alla valorizzazione del centro storico del paese.

IL PAESE:San Biase, frazione del Comune di Ceraso, si trova a pochi chilometri dalla cittadina di Vallo della Lucania, collocato in una posizione strategica, sul versante sud-occidentale del Monte Gelbison, è facilmente raggiungibile anche via superstrada. Il paese, posto ai piedi della catena montana sottostante al Monte Gelbison, si trova a 475 m di altitudine.

LA STORIA: si ipotizza, sulla base degli studi effettuati, che le origini del paesello risalgano al X secolo d. C quando i monaci basiliani scelsero il pianoro situato lungo la via del sale (antica strada utilizzata dalle popolazioni antiche per scambiare il sale ricavato dalle saline di Velia con i prodotti dei territori interni) per erigere la Chiesa dedicata a San Biagio, attorno alla quale si andò via via aggregando la popolazione che in precedenza occupava in maniera sparsa il territorio circostante. La prima testimonianza documentaria di San Biase è una pergamena del 993 nella quale viene descritta la delimitazione dei confini del tempo. Tra la fine dell’ XI secolo e la prima metà del secolo successivo, si verifica l’occupazione delle popolazioni normanne e la formazione della Contea di Principato all’interno della quale si formerà la baronia di Novi. Nel 1292 il casale di San Biase fu donato all’abbazia clarense, in questo stesso periodo si ha notizia di un ospedale di San Biase destinato ad accogliere pellegrini e infermi della zona. Dal 1400 al 1700 il casale passò nelle mani di diverse famiglie essendo anche oggetto di aspre contese. Nel 1799 come altri casali, San Biase si costituì a municipio. Successivamente, durante il periodo del brigantaggio, nel casale si manifestarono diversi episodi che videro come protagonista la famiglia dei Ferrara.

IL LUOGO DELLA FESTA: la festa del pane si svolge nei pressi dell’area attrezzata sulle rive del Fiume Palistro, nella quale si trova anche la seicentesca cappella della Madonna di Costantinopoli da poco ristrutturata, in una zona del paese particolarmente attraente, che si raggiunge attraversando lo stretto vicolo che la collega alla piazza principale nella quale si affacciano la Chiesa di San Biagio e l’antico Palazzo baronale.

LE ORIGINI DELLA FESTA: la festa, nata 17 anni fa dall’iniziativa popolare, non è legata ad una specifica tradizione gastronomica del paese, che, tuttavia, rispecchia quella del territorio, ma alla presenza di uno dei mulini ad acqua più antichi del Cilento. Il mulino viene alimentato dall’acqua del Fiume Palistro che scorre attraverso un canale appositamente creato, popolarmente detto “lovata” , la cui pressione del getto d’acqua confluisce sulle pale della grossa ruota in pietra generandone il movimento che darà il via al procedimento della macinazione.

IL PANE:interamente fatto in casa dalle mani esperte delle donne del paese, e con lievito naturale,  è l’elemento cardine della festa, insieme ad altri prodotti da esso derivati come le “freselle”, generalmente preparate con il condimento di olio d’oliva e pomodorini freschi. Il procedimento con cui il pane viene preparato prevede l’utilizzo del lievito madre,  che viene passato di mano in mano tra le donne del paese per via della difficoltà nel produrlo dovuta al particolare procedimento chimico. Il lievito, conservato necessariamente in un luogo con temperatura bassa, viene prelevato il giorno prima dell’impasto del pane ed esposto in un luogo caldo in modo da favorirne il naturale processo di accrescimento. Successivamente, una volta accresciuto, viene impastato, con l’aggiunta di acqua, farina e sale, lavorato e infornato.

LE PIETANZE: la festa offre la possibilità di gustare diversi piatti tipici della tradizione gastronomica del medio-alto Cilento: dalla pizza cilentana, in genere condita con salsa di pomodoro e formaggio grattugiato di capra, oppure bianca con le alici, alla pizza “schietta” (focaccia) ripiena. E poi, il soffritto di carne di vitello, la “fresella” condita con pomodorini oppure con i fagioli in salsa, la pizza fritta con salsa di pomodoro, la zuppa di fagioli con pane, i “zippulieddi” con i fiori di zucca, la salsiccia con gli broccoli e il pane col caciocavallo alla piastra.

Per qualsiasi dettaglio visitare il sito: https://festa-del-pane.webnode.it/

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