Schiavitù piana del Sele, Confagricoltura: «Reati gravissimi»

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Confagricoltura Salerno prende una chiara e netta posizione a favore delle indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno che dalla settimana scorsa coordina le operazioni del comando provinciale dei carabinieri in ordine a fatti gravissimi: associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, all’esercizio del caporalato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, oltre all’elusione delle norme in materia di regolarizzazione al lavoro di braccianti agricoli, e che vede sotto indagine 40 persone tra imprenditori e professionisti del settore.

«Se accertati dalla magistratura, si tratta di reati gravissimi soprattutto alla luce di quanto stabilito dalla dibattuta normativa 199/2016 di contrasto al fenomeno del caporalato – afferma Antonio Costantino, presidente di Confagricoltura Salerno -. Come organizzazione professionale che rappresenta i datori di lavoro in agricoltura, di fronte a questo tipo di fenomeni possiamo solo augurarci che la giustizia faccia il suo corso e se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi».

«Riteniamo che quella del caporalato e dello sfruttamento della manodopera sia una pratica odiosa e da biasimare perché, oltre ai risvolti umani della questione – sottolinea il presidente di Confagricoltura Salerno – produce distorsioni in termini di corretta concorrenza tra le imprese». E’ fondamentale per Confagricoltura che le imprese agricole serie ed oneste che operano nel rispetto pieno delle regole, si sentano tutelate e protette da queste iniziative della magistratura e delle forze dell’ordine. «Ben vengano, quindi, tutte queste azioni che hanno lo scopo di far emergere il sommerso e l’illegalità, fenomeni questi che danneggiano tutti coloro che operano alla luce del sole con onestà ed enormi sacrifici – conclude Costantino.

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