Primi giorni di lezione tra manifestazioni e cortei contro i tagli, a Salerno la protesta non si placa

I primi giorni di scuola sono stati caratterizzati dalle veementi proteste portate avanti dal gran numero di precari che, in conseguenza dei provvedimenti voluti dal ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, sono rimasti senza lavoro. In tutta Italia- da Milano a Napoli fino a Palermo, da Torino a Sassari, da Novara a Messina- manifestazioni, presìdi, scioperi della fame e cortei hanno fatto da cornice al ritorno tra i banchi di 5 milioni di alunni; gli oltre 27mila precari, sacrificati sull’altare del risparmio economico e del "taglio agli sprechi", stanno lanciando con decisione un grido di allarme che riguarda non solo i loro percorsi professionali e umani, ma pure, in generale, il destino del sistema dell’ istruzione pubblica italiana. Al loro fianco, numerose associazioni studentesche; il Moige (il movimento italiano genitori) che definisce irrisorio l’aumento dell’ 8 per cento del tempo pieno alla scuola primaria rispetto al 50% previsto; il Codacons, che annuncia un ricorso al Tar del Lazio contro i tagli e il sovraffollamento delle classi e che mette a disposizione "una équipe di docenti precari disponibili a dare ripetizioni di italiano al ministro Gelmini", in riferimento alla gaffe del ministro su "i carceri" (vedi video http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=36852&ref=search); vasti strati della società civile italiana.

Intanto, la Gelmini dichiara: "A scuola non si fa politica. Presidi e insegnanti che criticano la riforma si dimettano e si facciano eleggere" E ancora: "Dal prossimo anno scolastico gli studenti extracomunitari nelle classi non potranno superare il 30%"

La situazione attuale e la tendenza prevista per l’immediato futuro, tenendo presente alcuni dati, sono di facile lettura: per ottenere un risparmio di sette miliardi e 800 milioni di euro, in tre anni verranno cancellati quasi 132mila posti di lavoro, tra personale docente e Ata. Dei 27mila precari lasciati a casa senza contratto quest’anno, ben 5 mila e duecento sono in Campania; la nostra risulta essere la regione più gravemente colpita dalla scure dei tagli calata sul collo della scuola pubblica.

Le proteste dei precari della provincia di Salerno continuano, ormai da settimane. Dopo il corteo di lunedì pomeriggio che ha attraversato le vie del centro di Salerno, i docenti e gli operatori Ata hanno ripreso il loro posto nel cuore del presidio posto davanti all’ Ufficio scolastico provinciale di Fuorni. Oggi la mobilitazione va avanti, nonostante la pioggia battente di questi giorni: insieme ai precari, oltre ai Cobas scuola, ci sarà la Cigl, a cui soni iscritti, come membri della Federazione Lavoratori della Conoscenza, molti di coloro che portano avanti la protesta. Il sindacato ha organizzato un’assemblea al centro sociale a Pastena. Questo il comunicato, redatto dai vertici del sindacato provinciale: " E’ in atto lo smantellamento della scuola pubblica; la legge 133/2008 nei prossimi due anni realizzerà altri 74mila tagli(45.500 docenti e 27500 ata) e non è possibile continuare a fare finta di nulla. A farne le spese, oltre ai lavoratori precari e a quelli di ruolo, saranno gli alunni che avranno a disposizione meno tempo scuola per la loro crescita culturale."