Cosa sta accadendo nella località Marroni di Sala Consilina?

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E’ giunto in redazione un messaggio riguardante la situazione del randagismo a Sala Consilina, inviato da Roberto De Luca:

A Sala Consilina, da ultimo, si parla tanto di lotta al randagismo, ma non si dicono alcune verità e, soprattutto, non si svelano alcuni
arcani. Se provassimo ad interrogarci senza le solite piaggerie di rito, potremmo capire perché il problema non viene risolto dopo 15 anni, oppure perché viene parzialmente risolto solo dietro esborso di danaro per spedire i nostri randagi a Reggio Calabria.

In allegato al messaggio, l’ articolo scritto dallo stesso Roberto De Luca sull’argomento, già pubblicato su dentrosalerno.it . Eccolo, subito di seguito.

Ogni storia misteriosa ha il suo risvolto interessante. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un mistero non ancora svelato: cosa sta accadendo nella località Marroni di Sala Consilina? Nell’aperta campagna, in mezzo alla vallata, questa località è stata prescelta dall’amministrazione comunale per ospitare il sito di trasferenza per rifiuti solidi urbani e, nelle immediate vicinanze, il canile comprensoriale.

La sorte di questo pezzo di vallata sacrificato (in questo caso forse necessariamente) per dare ospitalità e cura a delle bestiole randagie e per accogliere in modo temporaneo i rifiuti solidi urbani prodotti dalla cittadina, è strana non solo per l’accostamento dei siti. E da qui il mistero. Ricordiamo che, attualmente, il sito di trasferenza in località S. Giovanni sta provocando non pochi disagi ai cittadini del posto: frequenti incendi dei rifiuti (già da noi riportati) e puzzo intenso emanato dai cumuli di immondizia lasciati pernottare, il più delle volte, sul piazzale, come testimoniato da uno dei documenti fotografici in nostro possesso.

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Cumuli di rifiuti nel sito di trasferenza di San Giovanni in Sala Consilina. Sulla sinistra si nota la struttura dell’ex macello comunale.

 

Da un accesso agli atti, effettuato presso il Comune di Sala Consilina per cercare di capire qualcosa di più di cosa stesse accadendo in località Marroni, sappiamo ufficialmente che:

 

1) i lavori del sito di trasferenza sono stati ultimati il 12/09/08 (un anno fa);

2) i lavori medesimi sono stati collaudati (03/02/09 – oltre sette mesi fa);

3) che è attualmente in itinere la conferenza dei servizi per il rilascio dell’autorizzazione al funzionamento del centro di raccolta di rifiuti.

 

Non è dato di sapere entro quale data il calvario dei cittadini in località S. Giovanni terminerà, quindi. Ecco allora che sarebbe utile conoscere qualcosa di più circa il rilascio dell’autorizzazione necessaria al funzionamento del centro di raccolta rifiuti. Se qualcuno si degnasse di far trapelare qualche notiziola, tanto per dare conforto ai cittadini del posto, sarebbe cosa ottima.

 

Intanto un’altra aura di mistero circonda il caso di località Marroni: un condominio di tre piani che sorge laddove dovrebbe sorgere il canile comprensoriale. Non sappiamo le intenzioni dell’amministrazione, lo confessiamo. Quello che sappiamo è che là dove sorge quel condominio dovrebbe essere costruito un canile, dove dovrebbero essere ospitati circa duecento fedeli amici dell’uomo. Il condizionale è d’obbligo, si suole dire. E non pensiamo che queste bestiole potranno essere alloggiate in appartamenti, in quanto la natura randagia di questi animali non si adatta bene alla "vita di città". Oppure, prima di costruire il canile, si è pensato di sistemare l’appartamento del custode e qualche struttura collaterale utile a creare posti di lavoro per addetti e sub-addetti? Tre piani sono tanti, però! Pertanto, se il nostro sospetto corrisponde a quanto l’amministrazione ha messo in cantiere, presto ci sarà un bel concorso pubblico e, forse, qualcuna delle tante solite promesse pre-elettorali verrà finalmente onorata. I poveri cani randagi, che ora si aggirano tra i rifiuti nei pressi dell’ex macello comunale di San Giovanni, potranno aspettare ancora un poco per un ricovero e per le cure dei loro acciacchi. Nell’attesa consigliamo loro di godersi un ultimo scampolo di libertà e di vita all’aria aperta, perché non è detto che non potrebbero finire ospiti proprio dell’enorme condominio a tre piani. Eppure, anche se così fosse, potremmo sempre consolarli dicendo loro, in linguaggio canino, quello che gli amici dissero al ragazzo della via Gluck, ovvero che finalmente potranno lavarsi in casa "senza andar giù nel cortile". È vero, eviteremo di dire che saranno costretti a fiutare cattivi odori a causa del vicino sito di trasferenza, aggiungendo soltanto che questa vita da cani prima o poi conoscerà una svolta (per il meglio, si spera).

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