Sequestro impianto, Legambiente: «Sia spinta». Sindaca: «Come richiesto»

La sindaca di Battipaglia, Cecilia Francese
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di Luigi Martino

«Sono gestioni come quella dell’impianto di compostaggio di Eboli, da tempo sotto osservazione da parte della nostra associazione e delle comunità che vivono assediate da odori molesti, i nemici che impediscono la chiusura del ciclo dei rifiuti in Campania. Non è sovraccaricando quelli esistenti che in Campania risolveremo l’annosa vicenda della carenza di impianti che trattano la frazione organica». Lo comunicano in una nota Mariateresa Imparato presidente di Legambiente Campania e i circoli di Eboli e Battipaglia a seguito del sequestro dell’impianto di compostaggio a Eboli. «I giudizi negativi e la preoccupazione dei cittadini si concretizzano in presenza di impianti gestiti male come quello di Eboli, a discapito della realizzazione di impianti per lo smaltimento dell’organico, dei quali invece la Regione Campania deve dotarsi urgentemente. Ci auguriamo che il sequestro dell’impianto di Eboli sia da spinta per la realizzazione di quegli interventi migliorativi, già finanziati, che l’azione delle forze dell’ordine di oggi ha dimostrato essere urgenti e necessari», concludono.

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«La notizia del sequestro dell’impianto avvenuta da parte dei carabinieri del Comando per Tutela Ambientale – Noe è frutto della mirata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno, l’attività di indagine è scaturita dalle numerose denunce e dagli esposti presentati da questa amministrazione, non ultimo quello di qualche giorno fa, quando i miasmi erano diventati ormai insopportabili. Siamo stati i primi a richiederne la chiusura provvisoria in attesa dei lavori di messa a norma, noi a richiedere i fondi perchè quell’impianto fosse regolarizzato (delibere n. 199 del 21/09/2017, n. 204 del 12/10/2018, n. 210 del 18/10/2019)». Così la sindaca di Battipaglia Cecilia Francese che aggiunge: «L’amministrazione non ha mai abbassato la guardia e ha da sempre controllato anche il proprio territorio attivando da mesi una task force che ha effettuato controlli puntuali attivando sequestri e denunce già sul proprio territorio.
L’insieme delle attività svolte da questa amministrazione hanno fatto emergere l’insostenibilità della presenza di quell’impianto». Ora l’aspettativa è che «l’impianto non venga riaperto fino a quando non siano effettuati i lavori di adeguamento».

Ringraziando il prefetto «che ha permesso nei mesi di istituzionalizzare un tavolo tecnico dove esporre con la parte tecnica le problematiche del territorio rispetto alla situazione dei rifiuti e dei miasmi», la procura «per le indagini svolte e per l’intervento fatto», ed i cittadini «che hanno permesso di denunciare continuamente», Francese ricorda poi il lavoro di collaborazione istituzionale avviato con la Regione Campania. «La nostra battaglia ambientalista non si ferma, dopo che la Provincia ha ritirato la relazione nel consiglio provinciale di fine dicembre per completarla integrandola con indicatori relativi alle quantità di rifiuti e secondo il percorso fatto nei mesi precedenti con Regione e Comune di Battipaglia sul criterio di saturazione e concentrazione delle imprese di rifiuti sul territorio, è in attesa del provvedimento provinciale che è – conclude – in dirittura d’arrivo come da intese tra Regione, Provincia e Comune per bloccare i rifiuti con il criterio di saturazione».

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