L’Antiquarium di Santa Maria di Castellabate

E’ un vero e proprio scrigno ricco di tesori l’Antiquarium Luca Cianfarani, sito attualmente in una delle sale di Villa Matarazzo a Santa Maria di Castellabate, borgo marinaro rinomato per il suo incantevole centro storico e diventato famoso anche grazie al film “Benvenuti Al Sud”.

Ancore, importanti per lo studio della tipologia delle ancore romane, e anfore di diverse epoche (etrusche, greche, romane, bizantine), danno vita ad un vero e proprio museo del mare, capace di incantare il visitatore catapultandolo in storie di altri tempi, stimolando l’immaginazione e soprattutto il senso della ricerca.

Gli oggetti, oggi in mostra, sono il risultato di intesi anni di lavoro da parte degli archeosub, impegnati dal 1967 in ricerche in mare alla scoperta di reperti interessanti, ricerche che nel 1988 portarono in luce il cosiddetto relitto di Punta Licosa, di circa 20 metri, datato intorno al I sec. a.C.

L’Antiquarium, istituito grazie alla collaborazione della Sovrintendenza alle Antichità della Provincia di Salerno, del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Campania – sezione Biblioteche e Musei, del Comune di Castellabate – Assessorato alla Cultura, è visitabile con molta facilità poiché dotato di pannelli esplicativi e grazie anche alla disponibilità di personale addetto, operante all’interno della Villa.

In occasione della XIII settimana della cultura – 9/17 aprile 2011, si intende segnalare l’Antiquarium (dedicato a Luca Cianfarani, un esperto subacqueo scomparso nel 1991) di Santa Maria di Castellabate a studiosi, studenti, semplici appassionati. In esso è possibile ricostruire la storia di antiche civiltà, rintracciare tratti tipici della loro quotidianità, delle principali attività praticate, delle modalità di trasporto merci in mare, comprendere quanto fosse sfruttata la risorsa mare e avere così sott’occhio a disposizione un pezzo di storia.

A poca distanza S. Marco di Castellabate, dove si possono ammirare i resti di un antico porto greco-romano, e non lontano dai siti archeologici di Paestum ed Elea-Velia, un piccolo tesoro dall’inestimabile valore che abbiamo avuto il privilegio di ricevere in eredità dai nostri antenati nel corso dei secoli.

Impariamo a conoscere il nostro territorio e a riscoprire le nostre origini, questo l’appello rivolto ai cilentani. Non perdete, invece, l’occasione di visitare gratis, grazie alla ormai rinomata Settimana della cultura, le meraviglie archeologiche del Cilento, voi che ancora non avete mai toccato questa terra.