Fra brigantaggio e patriottismo

di Giuseppe Galato

Avvocato prima, capo-brigante poi, Giuseppe Maria Tardio, originario di Piaggine, fu un personaggio controverso.

Si autodefiniva “capitano comandante le truppe borboniche” e combattè contro l’invasione sabauda nel Cilento.

Uomo colto, laureato a soli 24 anni, di famiglia agiata, Giuseppe Maria Tardio, dopo un viaggio a Roma e dopo aver instaurato dei contatti con il Comitato Borbonico, tornò nella sua terra, nel Cilento occupato dai piemontesi, diventando capo-brigante.

Con un seguito di 100 uomini, Giuseppe Maria Tardio “fece irruzione in Agropoli, Laurito, Centola ed altri centri, disarmò la Guardia Nazionale di Futani. Nonostante fosse stato ferito ed avesse avuto un gran numero di morti nel suo gruppo, Tardio non desistette, si spostò nel Vallo di Diano e devastò case e poderi di liberali”.

Da bravo agitatore Tardio non combatteva una guerra personale ma una guerra per il popolo, che cercava di coinvolgere grazie a proclami dove incitava le masse a schierarsi “sotto il vessillo del legittimo sovrano Francesco II contro il fazioso dispotismo del subalpino regime” firmandosi “Capitano comandante le armi Borboniche”.

Non soltanto emanava proclami ma anche ordini di pagamento, talvolta eseguiti dalle autorità municipali.

Piaggine ha già ricordato questo suo eroe con l’intitolazione di una piazza in suo nome ed ora la comunità del paese cilentano, grazie all’associazione Naturambiente, è pronta a far rivivere la sua leggenda con una tre giorni, Il Percorso Dei Briganti.

In ricordo di Giuseppe Maria Tardio avvocato di Piaggine che si oppose all’occupazione dei piemontesi. Sbarcò ad Agropoli la notte tra il 21 e 22 settembre 1861 e a capo di 32 uomini con bandiera,uniforme borbonica ed armi, da Giungano proseguì per i monti di Capaccio, Trentinara,Monteforte,Magliano, Stio, Campora, Laurino Valle Dell’Angelo per arrivare al Monte Cervati in Piaggine.

La manifestazione prevede incontri con le scolaresche lungo il tragitto che percorse Tardio e di sera il raduno dei briganti e brigantesse nel villaggio rurale con la preparazione della pecora alla pastoresca ritenuta dai briganti afrodisiaca se accompagnata dalla tarantella con l’organetto. I fuochi con i pentoloni per cuocere la pecora si prepareranno nelle notti del 25 e del 26 settembre accompagnati dagli organetti e sempre tarantelle… siete tutti invitati a ballare!!! Le escursioni guidate – anche notturne – e i pernottamenti con proprio sacco a pelo sono da prenotare.Coprirsi bene per il freddo, meglio vestirsi da briganti!

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