Gli sconfitti siamo noi

di Raffaele Galato

LA NOSTRA STORIA: due appuntamenti ed un libro

Due interessantissimi appuntamenti in questo scorcio di estate per rivedere la Nostra Storia dal punto di vista degli sconfitti: NOI.

1) L’Associazione per lo sviluppo e promozione del territorio “L’Auriga Cilento” in collaborazione con il Prof. Giuseppe Melchionda, storico del Risorgimento, e i comuni di Albanella, Altavilla Silentina e Serre organizzano per le giornate del 27, 28, 29 agosto l’evento: “I custodi degli Alburni: viaggio alla scoperta dei briganti degli Alburni nel territorio … compreso fra Albanella, Altavilla Silentina e Serre”.

2) Il Percorso dei Briganti 2010 a Piaggine (SA) 24/25/26 Settembre:
In ricordo di Giuseppe Maria Tardio, avvocato di Piaggine che si oppose all’occupazione dei piemontesi. Sbarcò ad Agropoli la notte tra il 21 e 22 settembre 1861 e a capo di 32 uomini con bandiera,uniforme borbonica ed armi, da Giungano proseguì per i monti di Capaccio, Trentinara, Monteforte, Magliano, Stio, Campora, Laurino, Valle Dell’Angelo per arrivare al Monte Cervati in Piaggine.

Due appuntamenti che, in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, potranno contribuire a quella necessaria rilettura della storiografia ufficiale, che parla di “liberazione” e di “fratelli d’Italia”, dimenticando che l’occupazione e la successiva annessione del Sud al Regno del Piemonte fu, soprattutto, storia fatta di violenza, di stragi, di stupri, di ruberie, di tasse inique, di usurpazioni, di leggi oppressive ecc., e che i nostri Briganti (con tutti i distinguo sempre necessari in questi casi) altro non furono che i nostri “Resistenti”.

Rilettura necessaria al fine di riconoscere giustizia ed onore al popolo del Sud ed ai suoi combattenti. Popolo e combattenti che subirono dalle orde piemontesi, in una guerra mai dichiarata, trattamenti che poche volte si sono visti nel corso della storia. Guerra dalle motivazioni tutt’altro che umanitarie visto che si trovarono di fronte uno stato alla bancarotta (il Piemonte) ed uno con una floridissima economia (il deputato piemontese Pier Carlo Boggio scriveva nel 1859: “o la guerra o la bancarotta” e lo stesso Garibaldi, dopo la sua “impresa” scriveva: “gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili… essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio”).

In attesa dei due eventi citati (sperando che non restino folklore da offrire ai turisti ma divengano momento di riflessione per la riappropriazione della nostra Storia e della nostra Cultura) consiglio a tutti, ma soprattutto a chi ancora pensa che le cose siano andate come raccontano i testi scolastici, la lettura del libro di Pino Aprile “TERRONI: tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del sud diventassero meridionali”. Libro che, raccogliendo tante testimonianze già conosciute ed altre ritrovate in archivi e sul territorio, con crudezza e precisione racconta le nefandezze di quei giorni ed il martirio di circa un milione di “terroni”.

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