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Tornano dopo 2 anni riti e processioni, messaggio del vescovo della diocesi Teggiano Policastro

di Redazione

Si è tenuto ieri sera, presso la Chiesa del Convento di Padula, l’incontro del Vescovo di Teggiano Policastro con i rappresentanti dei comitati festa e delle confraternite della Diocesi, in vista della graduale ripresa delle feste religiose. «La fine dello stato d’emergenza, sappiamo bene, non coincide con la fine della pandemia, che se pur in modo meno violento, continua a far registrare contagi nelle nostre comunità. – è il messaggio del Vescovo alla Diocesi – Accanto ai timori legati al Covid vi è l’incertezza alimentata dalla guerra, che purtroppo continua da più di un mese a portare distruzione e morte alle porte dell’Europa. Questa situazione ci interpella e richiede responsabilità, con un’attenzione particolare alle tante fragilità e necessità che emergono nel nostro territorio».

«Accogliendo le indicazioni e i suggerimenti della CEI per una prudente ripresa, invito i fedeli a partecipare in presenza alle celebrazioni liturgiche della prossima Settimana Santa e a quelle domenicali, così come alla vita della Comunità. – riprende il vescovo – Con la consapevolezza che “la situazione sollecita tutti a un senso di responsabilità e rispetto di attenzioni e comportamenti per limitare la diffusione del virus”, vogliamo riprendere anche le consuete espressioni della pietà popolare, tanto care alle nostre comunità, riscoprendone e gustandone il significato genuino e profondo, nel rispetto delle norme di tutela sanitaria ancora vigenti e con le necessarie autorizzazioni delle autorità civili. Come abbiamo ribadito con i Vescovi della Campania, “Per non vanificare il tempo di prova che abbiamo attraversato è opportuno vivere le espressioni della pietà popolare, in ottemperanza alle indicazioni offerte dai vescovi della Campania in questi anni. Il tempo che viviamo con le nuove povertà e le emergenze umanitarie ci chiama a riscoprire il valore della sobrietà ed esige segni concreti di solidarietà”. Sottolineando la necessità di vivere le nostre feste religiose nella sobrietà e con concreti segni di solidarietà, rinnovo il mio ringraziamento ai parroci, alle comunità e alle associazioni, che in diversi modi hanno dato forma alla “fantasia della carità”, non solo nell’efficacia degli aiuti materiali, ma soprattutto nella capacità di farsi vicini e solidali con chi soffre», conclude padre Antonio De Luca.

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