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Processione in onore di Maria Santissima di Portosalvo: un’occasione per riflettere sui limiti umani

di Rosalia Tancredi

E’ una tradizione alla quale non si può sfuggire, quella della caratteristica processione per mare in onore di Maria Santissima di Portosalvo, che ogni anno si svolge ad Ascea Marina il ventisette agosto.
E’ la festa di fine estate che porta via con sé la folla di turisti che per due mesi scelgono Ascea come luogo di vacanza; è prima di ogni altra cosa un’occasione di riflessione, di preghiera, di intima partecipazione.
Per gli asceoti è un momento molto sentito, per i vacanzieri occasionali un’attrattiva suggestiva, per i tanti tanti villeggianti, ospiti asceoti da anni, un rito di devozione caratteristico ed emozionante.
Bastano poche ore per trasformare le vie del paese in un insolito scenario bianco azzurro.
Piccoli, adulti, anziani non esitano ad addobbare case, giardini e strade con palloncini, festoni, nastri, fiori, scritte in onore di Maria. I pescatori locali preparano i gozzi per seguire la processione via mare e molti dai porti limitrofi (Casalvelino, Pioppi, Acciaroli, Pisciotta) si spingono fino al Golfo di Velia, luogo di raduno per imbarcare la statua, dopo aver effettuato un tratto di processione a piedi.
Come ogni anno, ormai da più di dieci anni ad oggi, riesco a trovare un posticino su una delle tante barche e a godermi l’evento mentre schizzi d’acqua mi accarezzano la schiena e il rosso sole si cala nell’azzurro intenso del mare.
Cinque chilometri di spiaggia possono letteralmente definirsi un formicaio. La gente è talmente tanta che a stento si riesce a distinguere lì sulla riva.
Gli applausi risuonano, l’acqua del mare schiumeggia per i tuffi dei devoti che si immergono al passare della Madonna, ghirlande e canestri di fiori galleggiano sulla superficie del mare.
Tra il sacro e il profano qualcosa ha il sapore dell’incanto che colpisce anche occhi e cuore di non credenti e scettici.
Spesso le processioni in onore dei santi patroni altro non sono che momenti ricreativi, dove bancarelle e cantanti adombrano il sentimento religioso che ne dovrebbe essere la base…Forse anche questa festa ha un po’ questo sapore, ma vi assicuro la commozione di quella mezz’ora in mare trasmette sensazioni indimenticabili e così, quando le acque plache sono accarezzate soltanto da una lieve brezza marina, quando spesso si ride per un inaspettato tuffo del prete che a spalla viene catapultato sulla barca, quando i pescatori fanno a gara per occupare il posto più vicino all’imbarcazione della Madonnina, si trova anche un momento per affidare il proprio pensiero a Dio, a Maria, al proprio santo protettore, semplicemente alla fede in qualcosa di superiore, per pregare, ognuno nella propria intimità, un essere misterioso e inconsistente, inconoscibile, al quale ci si rivolge quando solcando le onde della vita, ci si rende conto dei limiti umani.

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