Tragedia Ciclope, previsto consiglio comunale. Scarpitta: «Fissato senza caso Dalla Ragione, questa la verità»

Luci e ombre sulla tragedia del Ciclope. I riflettori sul caso si sono quasi spenti eppure sono passate meno di due settimane da quella drammatica notte. Era lunedì 10 agosto quando Crescenzo Dalla Ragione, 27enne studente napoletano in vacanza a Marina di Camerota, entra nella «grotta della musica» insieme al cugino e a un amico. Intorno alle 23.30, minuto più minuto meno, dal costone roccioso che sovrasta la discoteca, rinomata in tutta Italia proprio perchè incastonata nella collina a Cala del Cefalo, si stacca un masso che travolge e uccide il ragazzo. Lui muore sul colpo, la pietra non è stata mai rinvenuta. Gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati quattro persone. Si tratta del sindaco di Camerota, Antonio Romano, del proprietario del locale, Raffaele (Lello) Sacco, e di due tecnici che ogni tre mesi dovevano inviare la documentazione e certificare la messa in sicurezza della zona. Sono tutti accusati di omicidio colposo in concorso.

Ai funerali di Crescenzo non era presente nessun rappresentante della comunità di Camerota e del Comune. Il papà, infatti, Antonio Della Ragione, tramite una lettera, apparsa prima su Facebook e poi su tutte le pagine dei quotidiani locali, ha ringraziato il vescovo, gli amici, la famiglia e poi ha sottolineato l’assenza del sindaco di Camerota che, a detta sua, non si sarebbe mai fatto vivo, ne’ il giorno della tragedia, ne’ durante i giorni successivi, ne’ tantomeno ai funerali. Sindaco che non avrebbe portato il caso di Crescenzo in consiglio comunale. E’ stato Mario Scarpitta, consigliere di minoranza, ad inviare una lettera al presidente del consiglio del Comune di Camerota per far inserire nei punti all’ordine del giorno il «caso Ciclope». «Ringrazio il presidente del consiglio comunale per avere accolto la mia lettera e avere inserito all’ordine del giorno questo punto. Tuttavia, mio malgrado, devo sottolineare che se non avessi scritto quella lettera, si sarebbe celebrato il consiglio comunale senza prevedere la discussione sulla tragedia accaduta, continuando sulla scia di silenzio e di assenza».

Dure le parole del membro dell’opposizione: «Il consiglio era già convocato in quanto la mattina in cui ho protocollato la mia richiesta – sottolinea Scarpitta – dopo che la sera era stata pubblicata sul giornale del Cilento, contestualmente ho ricevuto dal messo del Comune la notifica della convocazione del consiglio. Questo mi fa dedurre che se non avessi fatto la lettera non si sarebbe discusso del punto. Ritengo questo molto grave – spiega il consigliere – in virtù di quanto accaduto e che a mio avviso ha la priorità su tutti i punti che si intendevano discutere. Ripeto: la sera ho fatto l’invito tramite il giornale, la mattina sono andato a controllare e c’era già il messo notificatore che stava notificando. Significa che, vista l’importanza dei punti, il consiglio era stato già convocato ma questo problema bypassato. Il presidente si è visto raggiunto dalla lettera – conclude Scarpitta – e, con senso di responsabilità, ha avvertito il dovere di aggiungere il punto. Ringrazio lui ma sottolineo la totale assenza e sensibilità della maggioranza. Invito il sindaco, più che a discutere, a portare in consiglio una relazione completa su quanto accaduto dove si possa fare chiarezza ai cittadini, tenuto conto che, giustamente, non si fa altro che parlare di questa tragedia che oltre ad avere devastato una famiglia e la loro comunità, ha gravemente danneggiato l’immagine di questo paese». 

©Riproduzione riservata