Una segalazione di disagio per diversamente abili e non sulle spiaggie di Camerota

Ancora una volta vorrei portare all’attenzione di tutti i cittadini del comune di Camerota ed in particolar modo alle ns istituzioni il problema della discesa in spiaggia, libera NATURALMENTE, per i diversamente abili e passeggini
per bimbi.
Io ogni mattina assisto con gran dispiacere alla gran fatica che fa un padre nel trasportare in carrozzella la figlia con problemi motori, sulla spiaggia.
Una fatica immane per mancanza di passerelle e per la mancata quest’anno di spianatura della spiaggia, questo vale anche per tutte le mamme con passeggini al seguito.
Questo per me non è lo specchio di un paese civile sensibile ai problemi dei cittadini e turisti meno fortunati di noi; non ci vuole molto a pensare che se togliessimo molte barriere architettoniche (come mi capita di vedere ogni anno per esempio in Spagna), avremmo senz’altro più turismo, più qualificato con certamente anche un ritorno economico, se proprio dobbiamo anche ragionare economicamente, ma indipendentemente da questo io mi domando e domando sopratutto ai ns esigni amministratori: chi ha problemi motori non ha diritto
di usufruire delle ns spiagge senza dover andare per forza nei lidi, dato che questi almeno le passerelle le hanno, visto che non tutti hanno le
possibilità????? E’ prima di tutto questo un segno di civiltà e di umanità. A tutti noi può capitare un giorno di avere questo problema, perchè non
riflettiamo almeno su questo?
Vi prego pubblicate questa mia rimostranza, anche se già avevo segnalato sia quest’anno che negli anni passati questo per me grande problema, io ritengo di facile soluzione perchè non credo che costi poi così tanto mettere qualche passerella, come d’altronde parecchi anni fa c’erano pure nelle spiagge libere.
Grazie in fede Montanelli Gabriella 

Risposta del giornale

Gentile signora è con piacere che pubblichiamo questa sua segnalazione. La ringraziamo vivamente per aver sollevato una questione che tocca le corde sensibili di quanti avvertono un senso di civiltà prima ancora di umanità, nell’immaginare la propria esistenza in relazione con gli altri. Questa redazione è con lei e con quanti vivono in prima persona la difficile condizione della disabilità direttamente ed indirettamente. Solo provando ad immaginare la quotidiana sfida, la continua fatica, le innumerevoli rinunce di quanti sono in rapporto con questa realtà, è forse possibile comprendere il desiderio di giustizia che alberga nella sua e vostra denuncia. Il paese che la ospita è abitato da anime buone, persone semplici che hanno conosciuto la sofferenza e che conoscono il senso dell’ospitalità e dell’accoglienza. Ma questo non può bastare per un territorio che vuole aprirsi sempre di più al turismo. Lei ha ragione quando dice che molte località si sono attrezzate sia dal punto di vista dell’abbattimento delle barriere architettoniche sia per quanto riguarda una lunga serie di servizi che possano rendere la vacanza del disabile divertente, gioiosa, rilassante e anche avvincente, al pari di tutti gli altri. Purtroppo il nostro Cilento non ha ancora investito in questo settore che ha un potenziale (anche economico) notevole e meritevole di essere intercettato con opportune iniziative. So però che ci sono professionisti locali che stanno insistendo presso i rappresentanti delle amministrazioni per l’infrastrutturazione delle spiagge e dei luoghi balneari in genere e per il compimento di progetti indirizzati allo scopo di favorire il turismo dei disabili, attraverso anche l’iniziativa privata. Non basterebbe neppure questo a mio modesto avviso anche se già sarebbe molto. Bisgna comprendere che la vita di un disabile è molto onerosa per le cure che necessita. Pertanto le amministrazioni, come lei sostiene, dovrebbero intervenire soprattutto negli spazi pubblici, non delegando tutto all’iniziativa privata. Gentile signora la terremo informata su eventuali ed auspicabili interventi delle amministrazioni locali. Intanto la ringraziamo per avere scelto questo giornale per diffondere un messaggio di denuncia e di umanità, tanto nobile quanto opportuno.

 

Maurizio Troccoli