Turismo, Emanuel Ruocco: «Passione e studio, Cilento si è svegliato»

Emanuel Ruocco

di Luigi Martino

Emanuel Ruocco è una di quelle menti brillanti del Cilento che preferisce spingere il piede sull’acceleratore piuttosto che piangersi addosso. Ha messo in piedi delle creature, ormai conosciute da tutti, ve ne parlerà lui stesso in questa intervista, e poi ha da anni capito l’importanza di veicolare i contenuti sui social nel modo giusto, lanciando un messaggio chiaro: «State attenti, il Cilento si sta dando molto da fare».

Da Agropoli, agli angoli meno conosciuti del Cilento. Da dove parte la tua missione?

Parte circa 10 anni fa quando iniziai ad appassionarmi al turismo, anche grazie all’apertura di una piccola struttura ricettiva da parte di mio padre. Subito capii l’importanza ed il valore aggiunto di un’offerta turistica qualificata, integrata ed organizzata. In quegli anni sviluppai diverse idee e progetti man mano che approfondivo le conoscenze di questo splendido settore. La passione poi è diventata competenza anche attraverso la formazione e lo studio, oltre che con l’esperienza maturata sul campo.

Cilento Destination e Vivi Cilento sono due creature meravigliose. Perchè sono nate?

Nel gennaio 2018 è nata ViviCilento da una intuizione non solo mia ma di circa 20 imprenditori turistici di Agropoli e dei comuni limitrofi. Avevamo fatto tanti incontri ed infine pensammo di creare un contesto societario che poneva alla sua base tre aspetti principi:  formazione degli operatori e dei propri dipendenti; sviluppo di attività rivolte all’accoglienza territoriale; promozione turistica.

Quasi subito siamo partiti con la formazione legata al “breakfast”: fondamentale è il suo ruolo nella valutazione finale del cliente riferita alla struttura ricettiva. Dal breakfast alla gestione della sala colazione, oltre ai costi di management del servizio ma anche di preparati adatti a soddisfare tutti i palati finanche quelli dei celiaci. Rilevante è stato anche il corso di housekeeping per la gestione dei piani e delle camere. Il percorso era molto chiaro: aumentare la qualità e la professionalità degli operatori turistici, prima di ambire a mercati turistici più importanti.

In merito al secondo punto, fin da giugno 2018, quindi solo dopo pochi mesi dalla nostra nascita, demmo vita all’”Infopoint green” presso la stazione ferroviaria di Agropoli-Castellabate. Green perché avevamo con noi anche un’ape calessino totalmente elettrico utilizzato per promuovere eventi, gestire il servizio bagagli dei turisti in arrivo o partenza. L’info point è stato fin da subito un riferimento per le migliaia di persone in arrivo o partenza, in quanto sì davamo informazioni turistiche ma avevamo anche servizi turisti a supporto.

Questo perché il legame diretto tra strutture ricettive e servizi turistici è sempre stato fondamentale dal nostro punto di vista, e per tale motivo fanno parte di ViviCilento anche tutti i taxi di Agropoli. Oltre ciò, abbiamo in qualche modo riqualificato un’area della stazione lasciata per troppo tempo alle intemperie. Oggi la stessa è un graditissimo biglietto da visita per chi arriva nel Cilento passando per Agropoli.

CilentoDestination invece è il cardine del progetto di promozione turistica creato da noi nel 2019. Per diverso tempo, anche prima della nascita di ViviCilento ho frequentato le maggiori fiere del turismo. Nel 2019, come ViviCilento, siamo stati in oltre 20 fiere nazionali ed europee con un nostro stand. Dopo questa presenza importante, dove il Cilento ha conquistato tantissime persone, di ritorno dal TTG di Rimini del 2018 scrissi il progetto CilentoDestination. L’idea era mettere al centro il “turismo” ed attorno ad esso tutti i settori che lo caratterizzavano: tour operator, agenzie, giornalisti specializzati, blogger ed influencer, ma anche chi rappresentasse qualche “nicchia”, come ad esempio i CAI.

Dopo una prima edizione durata 4 giorni con la presenza di 50 ospiti, dove proponevamo il Cilento come meta turistica legata alla cultura, all’enogastronomia ma anche alla scoperta di alcuni tesori come le Grotte di Pertosa-Auletta, nell’edizione 2020 ci siamo dedicati al turismo esperienziale. Quest’anno abbiamo dato anche un lettura giornalistica dell’evento, creando un video finale di circa 25 minuti dove si presentano i territori, le aziende, gli attrattori turistici, le eccellenze del territorio messe a sistema in un contesto di offerta turistica strutturata, organizzata. Proprio come ti dicevo all’ìnizio.

L’evento ha suscitato ampissimo interesse non solo verso gli ospiti che hanno immediatamente creato dei pacchetti turistici da vendere, ma anche verso i follower che abbiamo sulle nostre pagine ViviCilento e CilentoDestination. Infatti, grazie a loro, abbiamo raggiungo numeri inaspettati: oltre 100 mila visualizzazioni, più di 1500 condivisioni. Numeri che hanno messo il Cilento in trend.

In entrambi i casi, ViviCilento e CilentoDestination, siamo convinti di essere solo all’inizio, ma i primi passi già rendono chiara la direzione:  il turismo, inteso nella sua espressione più ampia, non deve essere sottovalutato più, non può avere un approccio non professionale, non può, come purtroppo accade, legarsi alla sagra di turno.

In tempi ‘normali’ sappiamo bene che non è facile portare alla ribalta le bellezze del Cilento nonostante le enormi potenzialità. In tempi di ‘pandemia’, invece, come ci si muove?

Gioco forza, bisognava adattarsi ai tempi senza rinunciare agli obiettivi di promozione posti alla base dei nostri progetti. I mesi di marzo e aprile del 2020 sono stati molto difficili ma anche produttivi, perché non ci siamo fermati mai, seppur fossimo tutti chiusi in casa. Infatti, grazie alla tecnologia, alla voglia di andare comunque avanti, sono proseguiti i nostri lavori fatti anche di sinergia tra persone, associazioni, territori.

Questo ci ha permesso di creare sempre più contenuti, perché ciò che non si poteva fare direttamente di persona, quindi viaggiare, lo si poteva fare “sognando” o desiderando di passare del tempo dedicandolo a se stesso. E così è stato: da fine maggio, e ancora di più da metà giugno, sono piovute tantissime prenotazioni nel Cilento grazie alle campagne social ricche non solo di immagini o video, ma di contenuti che facessero capire che la vacanza poteva diventare anche un momento di accrescimento personale e quindi di conoscenza. Abbiamo spinto tanto per lanciare il Cilento interno, quindi non solo il mare è stato protagonista dell’estate 2020, ma anche il turismo rurale dei nostri borghi, delle nostre grotte, dei nostri parchi turistici sul fiume Calore, delle nostre montagne come ad esempio il Cervati col suo inghiottitoio.

C’è inevitabilmente un periodo pre-covid e un periodo post-covid: ci ritroveremo a vivere un territorio diverso? Quali saranno le prossime sfide per il turismo e l’accoglienza?

Sicuramente c’è stato un pre e ci sarà un post covid. Ad oggi siamo ancora nel periodo di transizione tra l’uno e l’altro e quindi ancora non si conoscono gli effetti sul turismo. Certamente sappiamo da dove viene il Cilento dal punto di vista turistico ma non sappiamo con certezza dove si troverà alla fine di questo duro periodo.

Ciò che posso dire è che certamente non sarà un post covid felice se non ci si impegna a superare questa fase con intelligenza, testardaggine e intraprendenza. Se ci facciamo prendere dal pessimismo, il futuro non potrà che rispecchiare tale approccio.

Personalmente vedo un Cilento che dopo un primo periodo di sconforto, si sta dando molto da fare. Per quanto mi riguarda, ho portando avanti un nuovo progetto che è quello di creare una rete di imprese del settore turismo. Dopo circa 14 mesi, in questo periodo di Natale è nata ufficialmente “Cilento in rete”. Ovviamente non è solo mio il merito, ma anche dell’amico Pietro Cerullo oltre che di tanti altri imprenditori che hanno preso questo periodo come un’opportunità e quindi un momento dove costruire le basi del futuro prossimo. I nostri intenti sono molto importanti, prima di tutto analizzare i dati reali del flusso turistico in tutta l’area del Parco: processo necessario poi ad individuare le migliore strategie di investimento anche in termini promozionali e commerciali ma anche utile per attuare strategie di gestione delle tariffe in maniera strutturale per incrementare i profitti dei retisti. In un contesto di medio lungo periodo, quindi con uno storico dati importante, siamo convinti di poter incidere positivamente nelle scelte di destinazione da parte degli utenti. E’ un’altra sfida che ci siamo dati, anche perché abbiamo voglia di costruire il futuro del Cilento e renderlo migliore attraverso, appunto, questo tipo di approccio.

Parte pubblica e parte privata; politica e imprese. Come spartire i ruoli e le manzioni?

Chiaramente il percorso che in sintesi ho descritto nei diversi punti a cui ho risposto, si deve legare, o meglio può fare da traino alla politica. Oggi chi ha la visione più chiara del futuro turistico del Cilento di certo è l’imprenditore. Per ovvie ragioni. 

La politica più attenta, quella che ha capito che le feste di paese e le sagre non possono essere un obiettivo turistico, dovrà cogliere il valore degli imprenditori turistici più preparati, dovrà coinvolgere i “destination manager”, e creare qualcosa di nuovo, qualcosa che sappia davvero creare armonia nell’indotto turistico microeconomico. Il futuro del Cilento, senza ombra di dubbio, passa attraverso il turismo. Anche la politica si deve accorgere di ciò e misurarsi con questo mondo realmente. È lì che bisogna creare il legame tra chi investe e tra chi programma, tra chi costruisce il futuro e chi può agevolarne la crescita con scelte condivise. 

Ad ogni modo, la classe politica cilentana deve assumersi le proprie responsabilità nella costruzione del futuro del Cilento: deve concertare, deve aprire tavoli tecnici ed operativi. Deve fidarsi degli imprenditori turistici e di chi crea turismo.

Spesso ho proposto la costituzione delle Consulte del turismo in seno ai comuni; spesso ho chiedo la nomina di persone competenti agli assessorati l turismo.

Questo per dire che le “non scelte”, non creano danno il giorno in cui sono non state fatte, ma lo creano nel tempo. Ecco perché affermo che la politica ha grosse responsabilità in quanto è uno strumento che tanto può far bene se usato con diligenza, tanto può nuocere quando mal applicato.

Cosa manca al Cilento per decollare e perchè c’è ancora così poco turismo straniero?

Il Cilento turistico ha fatto ottimi passi in avanti negli ultimi 10 anni. C’è molta più competenza, molta più attenzione all’ospite. Ciò che manca è lo slancio finale, ovvero quella destrezza di proporsi turisticamente sui grandi schermi, ovvero al gran numero di persone che ogni anno decidono di andare in vacanza. 

Per tanti anni, forse troppi, siamo stati legati ad un turismo prettamente balneare, dove l’estate iniziava al 1 di Luglio e finiva al 31 Agosto. Un po’ la pigrizia perché ci si accontentava di quello, un po’ la mancanza di visione dovuta ad una professionalità limitata, ed ecco che per tanti anni il Cilento ha vissuto di turismo solo per 60 giorni all’anno.

La nuova classe imprenditoriale è molto diversa da quella precedente. Ha ambizione, ingegno, idee e voglia di fare. E queste note positive stanno dando già i frutti che vedremo maturare nei prossimi 5-10 anni in maniera definitiva.

A corollario di tutto ciò, di grande rilevanza sarà la capacità di dare vita ad una programmazione di promozione turistica importante, che magari parta dal Parco Nazionale e coinvolga anche gli altri enti pubblici locali: non basta una fiera, non basta un video, non basta una brochure a cambiare le sorti del Cilento. 

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