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Camerota, doppio incendio nella frazione Marina. Si sospetta che ad innescare i roghi sia stata la stessa mano

di Luigi Martino

Nonostante l’estate stia per finire, i piromani non si arrendono e continuano ad appiccare fuoco qua e là. Oggi a Marina di Camerota si sono registrati due casi di incendio avvenuti contemporaneamente. O perlomeno, appena un rogo giungeva al termine, l’altra collina cominciava ad ardere. Nel primo pomeriggio, intorno alle 14.00 sono arrivate le prime segnalazioni di un incendio sviluppatosi in località "Monte di Luna", zona dove sono situate molte case di proprietà di turisti e abitate solo durante l’estate, ma dove risiedono anche persone del comune. "In questi periodi l’erba è secca, basterebbe una piccola fiammella per distruggere centinaia di ettari di terreno", dice un proprietario terriero che, in attesa di soccorsi, si presta a spegnere le fiamme, armato di secchio e pompa portati lì dalla sua proprietà. Una donna, moglie di un noto medico della zona, testimonia: "Ho sentito un motorino che correva, qui la strada non è delle migliori e per andare a quella velocità un motivo ci doveva essere. Mi sono affacciata e ho visto l’orticello bruciare. E’ possibile che siano stati loro ad appiccare questi due incendi. Dico due perchè non ho fatto in tempo a spegnere il primo che ho visto le fiamme sull’altro versante. Poi, hanno chiamato i vigili del fuoco e la comunità montana e si è risolto tutto in poco tempo. Il problema è che molte piante di ulivo sono andate perse". Il bambino che era con la signora, ci fa notare della plastica sciolta e dei pezzi di cartone e poi con perspicacia ipotizza: "E’ possibile che per appiccare fuoco abbiano gettato una bottiglia di plastica con all’interno della benzina e una pezza che fungeva da miccia, anche perchè è uno dei pochi metodi sbrigativi, che evitano di farti sorprendere mentre tenti di dare fuoco a delle sterpaglie". La signora interviene per la seconda volta e ricorda che non è la prima volta che ciò accade su quelle montagne: "Ogni anno devono dare sfogo alla loro passione di incendiari. L’anno scorso era capitato sull’altro versante, quest’anno hanno deciso di cambiare fronte. E’ andata bene anche oggi, ma se continuano così prima o poi succede qualcosa di brutto". La comunità montana Lambro e Mingardo ha tardato di un’oretta prima di arrivare sul posto, ma una volta intervenuti hanno spento subito l’incendio spiegando ai residenti: "Hanno sbagliato a darci le indicazioni via radio, ci hanno mandati in zona ‘Conca dei vascelli’, abbiamo perso tempo ad arrivare fino lì e poi tornare indietro".

Appena terminato l’incendio a Monte di Luna, è cominciata a bruciare la montagna in zona Pusigno, precisamente in località Sinna. Qui la situazione, appare subito molto più pericolosa vista la vastità del territorio e le molteplici case sparse tra lentisco e maestosi ulivi. Sul posto non è presente nessuno, ma arrivano subito turisti curiosi e il Corpo Forestale, al quale via radio viene immediatamente comunicata la non disponibilità dell’elicottero addetto allo spegnimento degli incendi, perchè impegnato alla stazione di Pisciotta-Palinuro dove anche lì la situazione è grave. Dopo circa un’oretta arrivano i Vigili del fuoco e si capisce subito che senza elicottero loro non sono in grado di far niente. Più tardi arriva la disponibilità del mezzo, ma il coordinatore del Corpo Forestale è costretto a rifiutarlo perchè non c’è nessuno capace di manovrarlo dal basso. Pare mancasse una radio particolare che serve per indicare al pilota dove gettare l’acqua. Intanto, sul posto c’è un via vai di macchine, nessuno dei tre corpi di stato, Carabinieri, Corpo Forestale e Vigili del fuoco è dotato di segnaletica per ostruire il passaggio di autoveicoli. Fino all’arrivo dei Canadair, nessuno ha cominciato ad operare, tranne pochi dipendenti della Comunità Montana, mentre l’incendio avanza minaccioso verso le abitazioni. Una donna in lacrime esorta il marito a rientrare a casa. Un’altra signora guarda l’orrendo panorama in compagnia dei due figli e del marito che, con gli occhi pieni di rabbia, racconta: "Questi pazzi, a cui vengono in mente queste cose, li butterei tra le fiamme. Chissà ora dove staranno a godersi questo scempio che sono stati in grado di creare. Sono convinto che sono gli stessi che hanno incendiato dall’altra parte del paese. Incivili e irresponsabili, in quelle case ci sono donne, anziani e bambini che domani mattina non potranno tornare a giocare tra gli ulivi, come facevano sempre". La moglie continua: "Non è la prima volta che accade, l’anno scorso ricordo che bruciava più sopra però è arrivato subito l’elicottero. Ora è pieno di militari, ma nessuno comincia a buttare acqua. Cosa aspettano che il Signore faccia un miracolo?".

Alla fine, verso le 19.00 l’incendio è stato finalmente spento. Niente danni alle persone, qualcuno alle abitazioni. Tutti continuano ad interrogarsi su chi abbia potuto appiccare il fuoco alle due colline e, soprattutto, la curiosità di sapere se la persona è la stessa è davvero molta.

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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