«Vassallo non l’ha ucciso la mafia? Dillo al magistrato». Fratello risponde a Pisani

«Se qualcuno dice che Angelo non sia stato ucciso dalla camorra, ma da altri, non deve dirlo ai giornalisti, ma agli inquirenti, perché qui si parla di un sindaco morto ammazzato. Il sindaco è lo Stato». Diretto e senza troppi peli sulla lingua Dario Vassallo, fratello di Angelo il sindaco-pescatore ucciso a Pollica cinque anni fa con sette colpi di pistola mentre rientrava a casa. Ieri pomeriggio, alle 18, nel corso del consiglio comunale monotematico (nella foto) sull’omicidio del primo cittadino cilentano il cui killer ancora non è stato identificato e arrestato, l’attuale sindaco di Pollica, Stefano Pisani, ha sostenuto che «Vassallo non è stato ucciso dalla camorra». « Angelo non è stato ucciso dalla camorra che chiede il pizzo – continua il fratello – che  vive in un buco scavato dietro la cucina e che comunica attraverso i pizzini. Angelo è stato ucciso da quei personaggi che vivono in quella zona grigia del nostro paese, in bilico tra la legalità e l’illegalità, possono essere considerati dei trapezisti moderni che vivono e giudicano dall’alto avendo sotto una bella rete di protezione». Poi gli indizi: «Essi  vestono capi firmati, svolgono una professione di rispetto e navigano attraverso internet. Questa, delle camorre, è la più pericolosa e la più subdola. Essa oltre a decidere l’uccisione  può decidere anche l’elezione di un sindaco».

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