Il Congo importa l’esperienza agricola del Cilento

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Da un convegno sul futuro dell’agricoltura in montagna, che si è svolto a Roccadaspide, sono emersi alcuni orientamenti degni di nota. Il primo riguarda il recupero delle terre incolte o abbandonate. Da troppi anni, e tuttora, i coltivatori vedono mal ripagata la loro fatica, tant’è che molti gettano la spugna. Valga l’esempio dell’Umbria dove in questo periodo di raccolta delle olive non sono pochi quelli che le lasciano sugli alberi, poiché è addirittura antieconomica l’intera operazione, dalla potatura alla molitura.

Ma a Roccadaspide Domenico di Giorgio, presidente dell’associazione Frantoiani d’Italia, sostiene che mai come in questo terzo millennio l’utilizzo del suolo è indispensabile. Gli abitanti della Terra sono arrivati a 7 miliardi, un numero spaventoso, e bisognerà provvedere all’alimentazione di tanta gente. “Altro che abbandono! – ha detto – La Cina ha già acquistato terreni in Africa e in America Latina per soddisfare il fabbisogno alimentare interno”. Ed è credibile che voglia comprare le terre abbandonate anche in Italia.

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La seconda novità è solo apparentemente locale. L’assessore all’agricoltura della Provincia di Salerno, Mario Miano, 47 anni, ha invitato al convegno il dr.Masela Kuwa, console onorario della Repubblica democratica del Congo , il quale è venuto a chiedere la collaborazione degli agricoltori del Cilento per razionalizzare e potenziare le coltivazioni nel suo Paese. “Un riconoscimento all’esperienza accumulata qui nella nostra provincia, dice Miano, ma anche una significativa testimonianza dell’apprezzamento che un paese straniero dimostra per le capacità italiane. Con tanti saluti a chi denigra l’Italia in questo momento”.
Del resto non è arrivato contemporaneamente un altro segnale positivo? A Torino sono sbarcati i cinesi della più grande fabbrica di auto di Pechino perché vogliono imparare dagl’italiani l’arte di disegnare le vetture.

Terzo dato positivo: la riscoperta della cooperazione. Nel Salernitano , come in tante altre zone della Penisola, i piccoli produttori agricoli sono tanti e divisi. Ognuno va per la sua strada mentre per affrontare le sfide del mercato è necessario oggi unirsi, cooperare. Ed ecco che in questa zona montana nasce un primo esempio di unione: il consorzio dell’olio salernitano con sede a Castel S.Lorenzo.
Infine il convegno di Roccadaspide aveva come scopo il varo della Carta della Montagna, ovvero un piano di valorizzazione dell’agricoltura e del turismo sugli altipiani. Diciamo che il documento, prima che scritto, vuole prendere forza da fatti concreti. “Abbiamo gettato le basi”, conclude l’assessore. “E ci auguriamo di diventare un esempio per tutto il Paese”.

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