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Cilento protagonista a: “La Bellezza ci salverà”, al Petruzzelli di Bari

di Federico Martino

Aperto da Michele Emiliano sindaco di Bari, dal rettore dell’Università  di Bari Corrado Petrocelli,  dal presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, e dal direttore generale Comieco Carlo Montalbetti . Presenti per il Cilento, Stefano Pisani, sindaco di Pollica e Domenico Nicoletti segretario dell’Osservatorio europeo del paesaggio.
“L’esperienza del Cilento, ha detto Emiliano, ha rappresentato per la nazione un metodo di qualificazione ambientale e culturale  che fonda le sue radici soprattutto sulla consapevolezza dei cittadini di poter contare sulle proprie risorse e costruire una possibile autogestione di questo immenso patrimonio.
La bellezza è senza dubbio la principale caratteristica che il mondo riconosce all’Italia, ed è oggi una chiave fondamentale per guardare al futuro. Il concetto di qualità, nelle sue tante declinazioni – culturale e sociale, architettonica e ambientale – racchiude, infatti, il meglio della nostra identità e della nostra storia, ma è soprattutto una sfida per immaginare gli anni a venire. “In una città come la nostra, piena di contraddizioni – ha dichiarato  Michele Emiliano – organizzare un convegno sulla bellezza significa far crescere consapevolezza e speranza. Noi l’abbiamo voluto a Bari perché siamo consapevoli delle nostre contraddizioni e intendiamo lavorare per il futuro. Parlare della bellezza vuol dire parlare della frequentazione quotidiana della nostra vita. Ecco perché, nonostante i nostri limiti, abbiamo fortemente voluto questa occasione, per riflettere insieme sul valore rivoluzionario della bellezza nella vita di tutti i giorni, nelle scelte politiche e amministrative, coscienti di dover lavorare ancora molto. Se l’Italia smettesse di coltivare sogni di potenza e si limitasse a rispettare e a coltivare la propria natura, la propria storia, costellata di bellezze naturali e architettoniche, artistiche e culturali, farebbe la scelta giusta per la crescita sociale e umana, e perché no, anche economica del Paese.L a bellezza non è la soluzione, è però il paradigma con il quale confrontarsi per tenere insieme il progetto del futuro dell’Italia”.  Nel corso del convegno sono stati conferiti i premi alla virtù civica al teatro Valle occupato di Roma, al sindaco di Portici Vincenzo Cuomo ambientalista dell’anno, a Gino Buccino ambasciatore Orti urbani Campania, al terzo Circolo didattico Giuseppe Mazzini di Bari, al sindaco
di Lamezia Terme Gianni Speranza, all’Esperienza di volontariato culturale di Padova. Infine l’intervento del cantautore Roberto Vecchioni, che ha dialogato con il sindaco sul concetto di bellezza e suonato sul palco.

E’ idea largamente condivisa che la discussione sullo sviluppo vada incentrata sulla qualità. Proprio la bellezza può essere la chiave per guardare in modo nuovo a politiche che interessano fortemente il territorio e concorrono in maniera rilevantissima, attraverso decisioni d’investimento e selezione delle priorità, a definirne caratteri e qualità. Come le scelte che riguardano le infrastrutture, l’offerta turistica, la riqualificazione energetica o la messa in sicurezza del patrimonio edilizio.
Tra le priorità d’intervento emerse dalla discussione, il cambiamento da imprimere alla qualità della progettazione e la modifica della tutela del patrimonio storico-culturale e paesaggistico attraverso un progetto di recupero, conservazione, valorizzazione e fruizione diffusa che coinvolga Regioni ed enti locali, associazioni e privati. Le città devono essere al centro delle politiche e degli interventi, occorre capire i problemi delle aree più degradate e intervenire sui fattori di degrado, sul malessere urbano e sui ritardi infrastrutturali. Sono improrogabili interventi capaci di riportare e recuperare bellezza nelle tante periferie italiane, in modo da far sentire le persone protagoniste e non vittime del loro spazio.
Occorre, insomma, proporre e mettere in pratica un modello di sviluppo nuovo che sappia fare di ogni intervento un’occasione per qualificare il territorio, nel rispetto delle risorse e delle specificità locali. Per percorrere questa strada va chiusa definitivamente la stagione dei condoni edilizi, del saccheggio e della deregulation. Uno dei rischi che l’Italia sta correndo è quello di non capire che il territorio è oggi la sua risorsa più preziosa. I centri storici, il patrimonio architettonico e archeologico, i parchi nazionali e i giardini sono una risorsa che non può essere scissa dai paesaggi in cui sono inseriti.

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