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Sindaco chiude bar «rumoroso» a Palinuro, ma il Tar condanna il Comune

di Luigi Martino

Per l’allora sindaco del comune di Centola il bar nel centro cittadino di Palinuro era troppo rumoroso e il primo cittadino ordinò di abbassare la saracinesca del locale. Stiamo parlando di fatti accaduti nel 2008 e dopo sei anni di carte e tribunali, il Tar ha dato ragione ai proprietari condannando il Comune a risarcire i danni. In quell’anno il sindaco era Romano Speranza e nell’ordinanza si sottolineava come i decibel dell’impianto stereo del bar fossero troppo alti e il fatto che i giovani, riuniti in gruppi, avrebbero potuto «mettere in pericolo l’ordine pubblico e la sicurezza di turisti e persone del posto provocando disagi anche alla circolazione delle auto». Dal tribunale amministrativo, invece, la versione dei fatti viene capovolta e i giudici di Salerno hanno accolto il ricorso dei proprietari del locale. Tra le carte redatte dal Tar si legge che «l’ordinanza contestata, più che fronteggiare l’asserita situazione contingibile ed urgente, ha provveduto, illegittimamente, a regolare stabilmente un diverso assetto di interessi. Per il profilo soggettivo le ragioni dell’illegittimità del provvedimento, segnatamente la carenza dei presupposti di fatto e di adeguata istruttoria e la sproporzione tra il problema rilevato e l’atto assunto, sono di per sé indici di colpevolezza dell’amministrazione comunale; a ciò si aggiunga che il comune di Centola non si è costituito in giudizio e, pertanto, non ha fornito alcun elemento o circostanza contraria, idonei ad escludere o, almeno a mitigare la sussistenza della colpevolezza».

Il risarcimento sarà calcolato sulla stima degli incassi dei due anni precedenti a quello della chiusura forzata a differenza di quello che avevano chiesto i proprietari e cioè il calcolo del danno sugli incassi registrati negli anni 2009 e 2010. La media che si ricava sugli incassi del 2007 e 2008 è di 2.192,13 euro giornalieri da moltiplicare per le tre giornate di chiusura ordinate dal Comune. Palazzo città, dunque, dovrà restituire 6.576,39 euro al bar del borgo marino di Palinuro.

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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