Ortodonico rivive un nuovo “Don Camillo e Peppone”, scontro tra parroco e confraternita

di Federico Martino

Giunge in redazione questa lettera-sfogo di un cittadino di Ortodonico che ha vissuto i giorni di vacanze natalizie nel suo paese d’origine con un certo disagio costatando l’astio tra la chiesa, nelle vesti del parroco don Massimo Volpe e le confraternite del paese, Domenico Funicello chiede la possibilità che tale lettera venga pubblicata in modo che sia letta dei suoi concittadini. Di seguito la lettera integrale:

«Gentile redazione,
sono un assiduo lettore del vostro giornale, e apprezzo molto i vostri articoli, anche perché mi fa sentire vicino al mio Cilento, io che sono di Ortodonico, una frazione di Montecorice, ma vivo e lavoro a Torino, però come ormai consuetudine negli ultimi anni passo le festività al mio paese, e stasera, 3 gennaio 2013, ho partecipato con piacere a un incontro che il parroco, don Massimo Volpe, aveva fissato per le ore 19 nella chiesa del paese, e devo dire che un numero considerevole di persone, iscritte alla confraternita del paese, hanno partecipato con trasporto a questo incontro, non solo per sentire quali fossero le problematiche relative alla confraternita, ma anche per avere un incontro di chiarimento col parroco, che negli ultimi tempi aveva avuto parole poco piacevoli nei confronti della comunità, e anche nei confronti della Pro Loco, che a suo dire aveva organizzato le vie Crucis a Pasqua e il presepe vivente a Natale in maniera poco confacente, e senza interpellare lui in persona, tanto che il presidente della Pro Loco, Paolo Menza, proprio nella giornata odierna ha affisso una lettera di chiarimento alle vetrine dei negozi del paese, per chiarire la posizione sua e della Pro Loco in particolare.» Continua Domenico: «Ebbene, l’incontro col parroco per un certo periodo si è portato avanti sui binari del reciproco rispetto e della massima democraticità, il parroco ha proposto  alla confraternita di incontrarsi almeno una volta al mese, anche in concomitanza delle altre confraternite della parrocchia, Fornelli e Cosentini, e tutto sembrava andare avanti nella giusta maniera, ma è bastato che intervenissero un paio di persone, che in passato avevano avuto dei dissidi col parroco per motivi a me non chiari, ma di sicuro legati a soldi non dati in occasione di feste o manifestazioni, che l’incontro è passato da amichevole a rissoso, più di una persona, me compreso, in maniera del tutto democratica e leale, aveva invitato il parroco a essere più vicino alla gente, partecipare alla vita della comunità, insomma fare il “pastore” in senso compiuto, e sembrava esserci ottima assonanza, ma a quel punto, dicevamo, don Massimo è diventato stizzoso e irascibile, ha cominciato ad inveire contro il priore della confraternita, Armando Greco, dicendo che era indegno di ricoprire tale carica, e poi contro chiunque intervenisse in suo favore o contro, onestamente mi ha dato impressione che non aspettasse altro che un intervento del priore per dire di voler sciogliere la confraternita, e di scrivere al vescovo dicendo il più possibile che la comunità n on meritava niente, e cose di questo genere.» Conclude «Io devo dire la verità, mi avevano parlato di certi atteggiamenti poco consoni al ruolo che il prete ostentava in certi atteggiamenti, ma non mi aspettavo un atteggiamento simile da parte del parroco, sembrava quasi invasato, sentiva più ragioni, vedeva tutti nemici o tanti “diavoli” davanti, e non c’è stata più possibilità di dialogo in nessuna maniera, e l’incontro così si è tramutato in una “rissa”, per fortuna senza incidenti, e tutti sono usciti dalla chiesa, secondo me, tutti sconfitti, il parroco, che non ha dato certamente una bella immagine di fratellanza e comunità, e la confraternita, che ha visto messa in pericolo la propria esistenza. Io invito il parroco a fare un esame interiore, e a recepire quelle che sono state le richieste fatte in maniera chiara e a volte velata, da alcuni di noi, vale a dire ascoltare la gente, a vivere la gente, a seguire la gente, e soprattutto a consigliare e indirizzare la gente verso la strada giusta e saggia della fede e della rettitudine.
E allo stesso modo invito la gente di Ortodonico a voler tenere un atteggiamento corretto e consapevole sia verso questo parroco, sia verso un futuro parroco, perché credo opportuno, a questo punto, che il parroco prenda atto, e la popolazione faccia quanto di sua competenza, che il rapporto tra comunità cristiana di Ortodonico e don Volpe si è irrimediabilmente rotto, e solo una pacifica separazione potrà essere utile e proficua per tutti.
Ringrazio per l’attenzione, e autorizzo il Giornale del Cilento, laddove ne rilevasse la possibilità, di pubblicare questa mia esternazione.»
Ortodonico, 3 gennaio 2013 Domenico Funicello


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