Agropoli, clan Marotta: sequestrati beni per 12 milioni

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Un plico di incartamenti composto da 150 pagine sottoscritto dai giudici del tribunale di Salerno sancisce la confisca del patrimonio del clan Marotta di Agropoli. I giudici hanno disposto misure per tutte le richieste avanzate dal pm Centore, colui che ha coordinato le indagini sul gruppo degli «zingari» cilentani. A nove componenti del clan sono state disposte misure di sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel comune di Agropoli. Questi nove soggetti sono tutti legati tra loro da vincoli di stretta parentela. Al clan sono stati sequestrati beni mobili ed immobili per un valore di circa 12 milioni di euro. In particolare sono state sequestrate motociclette di grossa cilindrata, appartamenti situati nella zona che spazia da Agropoli alla Piana del Sele, terreni, buoni postali, night club e gioielli costosi. Secondo il pm Centore «la provenienza e l’accumulo di tale patrimonio sarebbe illecita, ovvero frutto di attività quali furti, rapine, ricettazione, usura ed estorsione, mirate a rafforzare il controllo criminale del sodalizio sul territorio agropolese». Il provvedimento fa seguito ad una lunga ed articolata indagine patrimoniale eseguita dai finanzieri del Gico di Salerno, diretti da Antonio Mancazzo, avviata alla fine del 2012 e denominata operazione “Golden Hands”, che portò all’epoca al sequestro preventivo delle proprietà del clan Marotta, che passano ora nelle mani dello Stato. I legali difensori degli imputati, intanto, preannunciano ricorso.

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