Sapri, soppresso ufficio del giudice di pace: la rabbia del sindaco «per una partita quasi vinta»

Il ministro della giustizia, Andrea Orlando, chiude l’ufficio del giudice di pace di Sapri e il sindaco, Giuseppe Del Medico (in foto), replica: «Una decisione che offende il nostro territorio e la nostra città». Ma analizziamo meglio la vicenda da quando tutto ebbe inizio.

Due anni fa, il ministero della Giustizia emanò un provvedimento in cui annunciava la soppressione dell’ufficio, a meno che lo stesso comune di Sapri e quelli limitrofi non sarebbero stati in grado di risolvere la questione autonomamente, facendosi carico delle spese di personale e funzionamento. L’amministrazione seppe cogliere al volo l’occasione, vista, appunto, come l’ancora di salvezza. Dopo essere stati autorizzati ad avviare la presa in carico delle attività, il Comune di Sapri, iniziò a sollecitare ripetutamente i comuni vicini per ottenere supporto e disponibilità. Alcuni comuni, come quello di Morigerati, hanno risposto positivamente mettendo a disposizione una figura professionale di livello ‘B’ e il comune di Sapri ha infatti distaccato presso l’ufficio del giudice di pace una figura di livello ‘C’ che doveva svolgere le funzioni di cancelliere.

Fino a qui tutto sembra scorre liscio. Successivamente un problema serio di salute di questa figura di livello ‘B’ distaccata dal comune di Sapri ha costretto il neo-cancelliere a rinunciare al ruolo che gli era stato affidato. Tutto questo accade ad agosto 2015. Dopo la prima sconfitta il Comune non si arrende e avvia immediatamente le procedure per cercare un’altra figura professionale ma il tempo passa fino ad arrivare ad ottobre.

La soluzione e la disfatta. Ad ottobre, infatti, Sapri trova la disponibilità dell’Arpac (Agenzia regionale per la protezione ambientale Campania) che ha messo ha disposizione una figura professionale di categoria ‘C’. Ma proprio quando l’incubo sembrava essere ormai finito arriva il secondo ed ultimo provvedimento di chiusura definitiva per l’ufficio del giudice di pace.  

Il sindaco di Sapri risponde. «Con attività costante sia con il presidente del tribunale sia con il ministero – dichiara il sindaco di Sapri, Giuseppe Del Medico -, abbiamo cercato le figure professionali ovunque pur di mantenere un servizio a nostro avviso importante aperto. E proprio quando abbiamo risolto questo problema di criticità – continua – arriva questo provvedimento di chiusura. Lo ritengo un danno e che non porti a nessun esito positivo per il sistema giudiziario. Poi, aggiunge – il fatto di essere stati accorpati con Sala Consilina rende il provvedimento irragionevole. Ora dovremmo percorrere 50 chilometri per raggiungere il giudice di pace, è un’assurdità. Noi – spiega il primo cittadino – abbiamo un fascicolo alto 15cm fatto di note, richieste, sollecitazioni e impegni che noi personalmente ci siamo assunti. Tutto si riduce a scaricare le colpe su un sindaco e un’amministrazione. Così come è accaduto a Sala Consilina per il carcere e per il Tribunale. Ma può mai essere che un comune deve pagare le spese di funzionamento di un ufficio giudiziario? Ora – conclude Del Medico – stiamo valutando se ricorrere al Tar per, più che altro, difendere i diritti dei nostri cittadini».

La risposta dell’opposizione. In tutto questo l’opposizione comunale  Insieme per Sapri ha risposto affermando: «A nulla servirono i nostri avvertimenti e le perplessità sullo schema di convenzione per la gestione associata dell’ufficio del giudice di pace. Oggi, purtroppo, due anni dopo, restano solo i proclami e le mistificanti autocelebrazioni del pinocchio di turno». E nella nota stampa dell’opposizione, si riporta una dichiarazione della maggioranza: Siamo molto soddisfatti per essere riusciti a mantenere la sede dell’ufficio del giudice di pace di Sapri, è un riconoscimento al nostro impegno, viene premiata la nostra fermezza al mantenimento della sede. Questa amministrazione ha portato avanti questa battaglia nell’interesse della comunità di Sapri: il presidio del giudice di Pace di Sapri non poteva essere perduto.

La replica del Sindaco: «Quella dichiarazione era stata fatta dopo un lavoro importante, – ribatte Del Medico – il percorso diceva che il provvedimento del ministro chiudeva l’ufficio del giudice di pace salvo una disponibilità comunale. Noi prima di quella dichiarazione avevamo ottenuto disponibilità di personale, per quello dicemmo tali parole. Mi dispiace che un gruppo consiliare si rallegri della chiusura di un ufficio, tra l’altro senza aver dato alcun contributo alla sua difesa. Ma questo purtroppo fa parte della miopia di chi sta nei nei banchi di opposizione che godono delle cose negative che accadono alla città scaricando così la colpa sulla maggioranza».

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