Alta velocità, Calabria e Cilento botta e risposta su fermate: arriva la replica

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di Luigi Martino

«In riferimento a quanto espresso in una nota dal Consorzio Turistico Cilento di Qualità e dal Distretto Turistico Cilento Blu in risposta alla constatazione dell’assegnazione di troppe fermate effettuate dai Frecciarossa tra Salerno e Sapri esposta dell’Associazione Ferrovie in Calabria e dell’Unione Associativa dell’ Alto Tirreno, queste ultime intendono esporre quanto segue: Anzitutto é interessante notare come il comunicato degli operatori cilentani inizi denifinendo quella delle associazioni calabresi una “sterile polemica” ma alla fine del testo essi giungono alle medesime conclusione ovvero che é necessario istituire più servizi per servire adeguatamente le due regioni, dunque non si trattava di una “sterile polemica”». Lo rende noto, attraverso un comunicato stampa, l’Unione Interassociativa Alto Tirreno che risponde alla nota degli operatori del turismo del Basso Cilento.

«Dietro la pesante accuse di “avere la presunzione di sottrare un diritto a qualcuno per poi poterlo assorbire a discapito di qualcun altro per proprio interesse sia esso collettivo o privato” in realtà si nascondono imprecisioni ed assenza di contenuti. Non é assolutamente vero che il nuovo servizo sia “finanziato con compartecipazione pubblica da parte di entrambe le regioni”, visto che la Regione Campania finanzia il Frecciarossa per Sapri e la Regione Calabria il Frecciargento Sibari-Bolzano, mentre sul primo dalla regione di Pitagora non sono mai state avanzate pretese il secondo é stato oggetto di richieste di fermate tra cui quelle di Agropoli e di Sapri. É bene ricordare per l’ennesima volta che il Sibari-Bolzano é un treno “sociale” perché serve zone fortemente isolate come la Sibaritide (dalla settimana prossima anche l’entroterra cosentino) che non hanno altri collegamenti su ferro, i numeri del treno sono ottimi nonostante ancora non sia stata istituita la fermata a favore della zona di Cosenza e le coincidenze con Crotone e Castrovillari, aggiungere nuove fermate vorrebbe dire non solo arrecate una perdita economica, i posti infatti rimarrebbero vuoti per buona parte del tragitto, ma anche pregiudicare ulteriormente l’utenza calabrese già fortemente penalizza di suo» prosegue l’Unione Interassociativa Alto Tirreno.

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«I servizi su gomma in Calabria ai quali si fa riferimento – specificano – vengono effettuati da società private, dunque spetta agli operatori del settore di quella zona muoversi affinché ciò si realizzi anche in Cilento. Se in Calabria ragionassimo allo stesso modo dovremmo pretendere non solo più fermate ma addirittura la deviazione dei treni sulla linea Via Tropea, anche nella nostra regione ci sono alcune delle più rinomate località di vacanza del Sud Italia dove trascorrono le loro vacanze persone da ogni parte del mondo ma non per questo si pretende di avere fermate in piccole stazioni come richiesto in Cilento. Nel dettaglio i Frecciarossa dopo Salerno attualmente fermano a Agropoli-Castellabate, Vallo della Lucania-Castelnuovo, Pisciotta-Palinuro e Sapri mentre il Frecciargento periodico ferma a Capaccio-Roccadaspide, come se non bastasse sono state avanzate altre richieste per Battipaglia, Paestum e Centola-Palinuro-Marina di Camerota, qualora ciò si attuasse sarebbero ben 8 fermate in pochi chilometri, un numero superiore alla somma di quelle effettuate tra Lazio, Toscana e Emilia Romagna».

«Se si sostiene che l’istituzione di più fermate a breve distanza sia necessaria “per lo smistamento dei flussi turistici su tutto il territorio cilentano che riempiono intere vagonate dei Frecciarossa” evidentemente non si tiene conto che i servizi a lunga percorrenza devono necessariamente essere integrati dai treni regionali, qui invece pare invece che si voglia fare il contrario! A noi non interessano i servizi ideati per la Campania come il Frecciarossa per Sapri, ben vengano su questi collegamenti le fermate turistiche, il problema é l’ulteriore penalizzazione che ribadiamo avviene a discapito dell’utenza calabrese e siciliana, come scritto anche nella precedente lettera. Chi avanza tali richieste, evidentemente, dimentica che il treno termina la corsa a Reggio Calabria e che per molti il viaggio non finisce con la discesa in stazione, si pensi a chi deve raggiungere le zone interne, il versante jonico e la Sicilia. Le proposte si devono basare sul buon senso, ad esempio la richiesta in favore della fermata del Frecciarossa a Battipaglia (alla quale é stata assegnata anche la fermata di una seconda coppia di Frecciabianca) é sensata dal momento che il treno termina il servizio viaggiatori a Salerno ma di fatto prosegue per Battipaglia dove viene depositato per la notte. Stessa cosa dicasi per la fermata a Scalea che servirebbe tutto l’ Alto Tirreno (cosa che non riesce a fare quella di Maratea essendo a pochi minuti da Sapri) non ha senso infatti fare così tante fermate in pochi km e poi lasciare scoperto un tratto di circa 120 km che d’estate supera le 500.000 presenze! Già sulla linea ferroviaria non si può raggiungere la velocità di 300 km/h, se poi si aggiungono fermate a breve distanza si finisce per trasformare un treno AV in regionale. Ribadiamo ancora una volta che non é creando guerre tra territori che si risolve il problema dell’isolamento del Sud ma solo istituendo nuovi servizi si inizierà a colmare gradualmente il gap esistente, ecco perché sarebbe necessario prolungare altre corse da Salerno a Sapri/Maratea» conclude la nota.

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