Arco naturale Palinuro, c’è la firma: arrivano risorse per messa in sicurezza | VIDEO

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E’ transennato da una rete con del filo spinato, cosi’ come gran parte della spiaggia su cui si affaccia. L’arco naturale di Palinuro, nel Salernitano, non è sicuro. Ma, nonostante questo, resta un’attrattiva turistica di primo piano nel Cilento. Già qualche decennio fa, si sono registrati alcuni cedimenti e crolli di roccia. Da qui, la necessità di negare l’accesso alla sua suggestiva spiaggetta e, soprattutto, il transito al di sotto dell’arco. Arco che è una propaggine del vicino rilievo della Molpa che separa la costa alta a Nord dal litorale basso e sabbioso a Sud che si estende verso la piana di Camerota. Alle criticità strutturali, inoltre, si aggiunge la presenza della foce del fiume Mingardo che lambisce l’arco naturale, ma genera preoccupazioni per la sua predisposizione alle alluvioni. Patrimonio dell’Unesco, l’arco naturale di Palinuro potrà tornare a rappresentare il simbolo per eccellenza della costa a Sud di Salerno. Da tempo, è stato stanziato un finanziamento di 5,2 milioni di euro per la messa in sicurezza, ma intoppi burocratici ne hanno impedito la realizzazione. Da oggi, dopo la firma dell’accordo di programma tra Comune di Centola, Regione Campania e ministero dell’Ambiente, la progettazione passa all’ente comunale che potrà, così, dare il via alle opere. 

Due settimane fa il sindaco, Carmelo Stanziola, ha sollecitato sul caso il ministro Sergio Costa, il quale ha attivato tutto l’iter per lo sblocco dei fondi. Si tratta di risorse previste inizialmente dall’Autorità di bacino Campania Sud che poi, dopo la sua chiusura, sono state accreditate dal ministero dell’Ambiente all’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale. «La nostra intenzione – dice il primo cittadino intervenendo alla stipula dell’accordo – è di rendere fruibile l’arco naturale già per la prossima estate». Il progetto prevede un intervento di consolidamento, di risanamento conservativo ed ambientale, ma anche di messa in sicurezza delle sponde del piccolo fiume Mingardo. «Bisognava intervenire perchè c’era un’inerzia troppo arretrata» sottolinea il ministro che spiega che «i problemi nascono dal 2002». L’arco, evidenzia, «oltre ad essere una bellezza naturale, crea un indotto economico». Costa, prima della firma dell’accordo, ha visitato l’arco naturale a bordo di una motovedetta della Guardia Costiera. Agli oltre 5 milioni già stanziati, si aggiungono altri 3 finanziati dalla Regione Campania per il Mingardo. Per il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, una simile operazione va fatta anche per «l’erosione della costa» campana, definita «un grande problema» su cui il Governo regionale sta intervenendo. 

Intanto, sarà attivato anche un tavolo di sorveglianza interistituzionale che avrà il compito di vigilare sullo svolgimento dei lavori. Lo evidenzia Vera Corbelli, segretario generale dell’autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale che pone l’accento sull’esigenza «di risolvere sia i problemi strutturali che non, ma soprattutto di educare le persone ad un uso corretto della spiaggia». Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Tommaso Pellegrino, presidente dell’ente Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. In sala, oltre ai politici e ai tecnici, molti volti delle autorità civili e militari come il capitano dei carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania, Mennato Malgieri, e il comandante della guardia costiera dell’ufficio circondariale di Palinuro, Giovanni Paolo Arcangeli.

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