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Arresti Camerota, procuratore Ricci: «Collaudato sistema criminale»

di Luigi Martino

Intercettazioni ambientali e telefoniche, appostamenti, incroci di dati, telecamere nascoste all’interno dell’ufficio dell’allora sindaco di Camerota, Antonio Romano, per ricostruire un «quadro difficile» ma che questa mattina porta alla luce un «sistema criminale collaudato». Lo definisce così Antonio Ricci, capo procuratore di Vallo della Lucania, a margine della conferenza stampa che ha tenuto lui stesso, insieme al comandante provinciale dell’Arma Antonino Neosi e al capitano della compagnia dei carabinieri di Sapri Matteo Calcagnile. Dodici le misure cautelari: tre persone sono finite in cella e altrettante ai domiciliari. Secondo gli inquirenti anche i parcheggi e gli ormeggi del porto venivano utilizzati per il pagamento di tangenti. Di seguito l’intervista al procuratore Ricci.

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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