Camerota, intercettazioni: servono «sponsor» per i denti «scugnati» dell’assessore

Una riunione nella stanza dell'allora sindaco Antonio Romano

Nel giorno degli interrogatori in carcere di Antonio Romano e Rosario Abbate, emergono ancora particolari importanti dal faldone dell’ordinanza. Sono 354 le pagine firmate dal gip Sergio Marotta che racchiudono parte dei cinque anni di amministrazione Romano/Troccoli. «Un sistema criminale» sottolineò il procuratore capo Antonio Ricci nel giorno del blitz che portò alla notifica di 12 misure cautelari e alla chiusura del cerchio con un’operazione denominata Kamaraton. Al centro della vicenda figurano le società partecipate dell’ente, quelle che per gli inquirenti sarebbero i «bancomat» degli ex politici. Dalla documentazione acquisita dagli inquirenti il 20 dicembre 2016, presso la sede legale della società ‘La Marina de il Leon de Caprera srl) emerge che in diversi episodi «Antononietta Coraggio, in qualità di presidente della predetta società e, come tale, incaricata di un pubblico servizio, avendo la disponibilità del danaro gestito dalla predetta società, si appropriava, rispettivamente, delle somme di 900,00, 1939,80 e 2000,80 distraendole a favore di Rosario Abbate, in assenza di qualsivoglia causale riferibile all’amministrazione comunale, anzi celando l’operazione quale sponsorizzazione fittizia della Asd Italo Cammarano, associazione gestita dallo stesso Abbate».

L’escamotage della sponsorizzazione «è sempre stato utilizzato dall’organizzazione malavitosa capeggiata dal Romano e dal Troccoli A.» scrivono gli inquirenti. «Allora io, come ti avevo detto già tempo fa, ho un problema». Ad essere intercettato nell’ufficio del sindaco, il 24 agosto 2016, è Rosario Abbate che colloquia proprio con il primo cittadino Romano. «Oramai – continua Abbate – è caduto tutte cose…e allora io questo qua te lo volevo dire già da tempo, sia questo qua, piano piano a qualcuno, troviamo, mo non lo so…lo ho fatto vedere pure a P., là a Marina, non lo so se ci tiene rapporti pure e cose, però ci andava mia figlia…». Abbate porta all’attenzione del sindaco problemi inerenti ai suoi denti. Quello là «se si ci mette me lo deve fare, per lo meno i provvisori me li deve fare, perchè sono scugnati (rotti ndr), proprio che non…eh, allora si ci deve parlare come meglio poi dopo uno può fare, fà…allora cosa». La conversazione continua con Abbate che chiede «qualche ditta grossa, qualche cosa, per lo meno una cosa di soldi da mettere da parte».

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