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Arcadia mostra retrospettiva di Antonio Bruno, sculture

di Federico Martino

L’associazione "Agorà dei liberi di Capaccio-Paestum", attiva da diversi anni nel territorio nel recupero dell’identità e della memoria della città e nella conservazione dei beni materiali del luogo, peraltro visitabili presso la sede dell’associazione stessa, è altresì impegnata nella valorizzazione e nel ricordo di personaggi illustri che nel campo dell’arte e del sociale hanno fornito, attraverso la loro opera, un grande contributo per la crescita della collettività.

È stato il caso del fotografo Palumbo negli anni passati le cui lastre originali in vetro sono state recuperate e oggetto di studio e di pubblicazione (Figure in posa 2005) ed ora della riscoperta dello scultore di Piaggine Antonio Bruno (1929-1997) le cui sculture saranno presentate in un’ampia mostra retrospettiva dal 16 agosto 2010 al 2 settembre 2010 presso la sede dell’associazione in via Ernesto M. Bellelli, 3 Capaccio-Capoluogo.

Antonio Bruno, pastore e contadino, ha vissuto per lungo tempo qui a Paestum, dove laboriosamente e con esemplare onestà ha lavorato per tutta l’esistenza. E relativamente tardi, intorno ai quaranta anni, quasi per caso ha scoperto la scultura nel creare per il figlio più piccolo i pastori per il presepe. Da quel momento è iniziata la sua avventura con le arti plastiche scolpendo, con la punta di coltello, su tronchetti, rami di albero stagionati e di ciliegio, figure arcaiche e volti di uomini e di donne, attraverso una sua personale visione (e interpretazione) dell’umanità contemporanea.

Dopo aver vissuto da giovane con il padre in notti gelate tra pioggia e vento alla guida del gregge tra i monti del Cilento, Antonio Bruno raggiunge nella maturità, intorno ai quarantadue anni, il meritato riconoscimento  interesse da parte dei critici del settore, Sabato Calvanese tra i primi, che scoprono la sua opera di scultore.

E così, pur schivo e riservato, incomincia suo malgrado, una serie di mostre che suscitano interesse e consensi in varie città della regione e dell’Italia. In particolare tra le varie mostre è da segnalare una sua personale a Milano, che suscita lusinghieri consensi da parte dei critici del settore e un’ampia recensione dell’Unità, edizione milanese.

Ora è giusto che il paese nel quale è vissuto lo ricordi con un’ampia mostra retrospettiva dal titolo ARCADIA che intende non solo rappresentare un omaggio all’artista ma un’ampia riflessione e analisi della sua opera

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