Dutty Beagle lancia «Repubblica delle Cucozz»: è il rapper di «Cilentoland», inno del Cilento

In un terra dove si arranca, dove a volte si fa fatica a credere, a crescere, un giovane musicista di 23 anni, lancia il suo primo album e lo fa creando molta attesa e aspettativa sui social network. Da giorni, infatti, la bacheca Facebook di Antonio Cusati, in arte Dutty Beagle, è invasa da video e foto che annunciano l’uscita di «Repubblica delle Cucozz». I suoi amici, i suoi colleghi, li hanno inviati perfino dal Messico. Il messaggio è univoco: «Il 2 luglio state attenti, esce il nuovo album di Dutty Beagle». Il giovane artista di Marina di Camerota è lo stesso che ha spopolato a sud di Salerno con il suo singolo, definito poi l’inno del Cilento: «Cilentoland»

Musicalmente quanto é matura questa Terra? Credi ancora nel cilento?

Il Cilento sta attraversando un lungo processo di maturazione, credo fermamente in questa Terra, abbiamo tutte le carte in regola per puntare a qualcosa di più. 

Conviene investire soldi e tempo qui o è meglio andare altrove?

Pur non avendo un grande sistema economico, penso che sia tutto collegato alla prima domanda, prima maturiamo e apriamo la mente verso ciò che abbiamo veramente a disposizione e prima possiamo avere i giusti mezzi per realizzare altro.

Le collaborazioni in questo disco sono tante. Cosa le accomuna?

In questo disco abbiamo tre collaborazioni; Nicola Caso un mio grande guru a livello musicale; Leo In, un Giovane talento cilentano originario di Piano Vetrale; Oz Real, una sorpresa nel vero senso della parola. 

Repubblica delle Cucozz ha a che fare sicuramente con quella delle banane, puoi spigarci meglio il significato?

Repubblica delle Cucozz, ho scelto qualcosa che ci accomuna. Nel mio tempo libero amo curare il mio orto e passarci del tempo, come poter parlare di banane se siamo nel Cilento? Ho lasciato massima interpretazione a questo titolo, le Cucozz intese come teste vuote ma anche nel senso di raccolta: prendere tutto ciò che è stato seminato dai nostri avi affinché i frutti e gli ortaggi diventino maturi. E’ un mix tra la denuncia della Repubblica delle banane e la speranza della Repubblica delle Cucozz e se, come si dice, si raccoglie ciò che si semina speriamo di raccogliere dei buoni frutti, certi che il terreno, musicale e non, possa diventare sempre più fertile.

Il tuo è un disco-denuncia, ma cosa bisogna cambiare per migliorare il Cilento? O dovrebbero cambiare i cilentani?

Penso che la vera svolta sia in noi giovani, nel mio caso in tutti i miei amici che hanno suonato senza un doppio fine ma solo per il gusto di farlo e mettersi in gioco, proprio per crescere. Oltre al progetto Cilento Rootz, sta nascendo CilentodoppiaH, un singolo che vede coinvolti tutti i rapper cilentani.  Anche con Giuliana Guzzi, artefice della copertina del disco, stiamo trovando una strada comune mettendo insieme musica e caricature, ma per ora non vi sveliamo altro.

Cosa è cambiato da Cilentoland ad oggi?

Dall’uscita di Cilentoland posso definirmi sicuramente più maturo grazie anche a chi mi è stato vicino nella realizzazione dell’album: nuove sonorità, metrica più articolata, visione della musica a 360 gradi.

Quanta strada hai fatto e quanta strada ancora hai intenzione di fare? In parole più semplici: ti sei prefissato un obiettivo?

La strada è lunga e il percorso, soprattutto se tortuoso, non esime dagli errori. Ma il bello è proprio questo, mettersi in gioco, rischiare in prima persona, raccogliere i frutti del Cilento e tutelarlo. Tra tutti però, il valore più importante è quello di non appiccicarsi mai addosso un’etichetta, un nome, un genere, e fare sempre ciò che si sente, questa è la chiave per realizzare nuove cose e nuovi progetti.

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