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“Paesaggi della memoria, Castellabate in inchiostro”, la mostra prosegue fino al 3 novembre

di Federico Martino

Riceviamo e pubblichiamo

 

I paesaggi marini, i vicoli, i palazzi del centro storico, i bastioni del castello, colti dall’occhio dell’artista e tratteggiati con maestria, diventano immagini immortali che si fissano nell’immaginario collettivo e individuale. Rimarrà allestita fino al 3 novembre la mostra di Sergio Vecchio “Paesaggi della memoria, Castellabate in inchiostro” nel castello dell’abate a Castellabate. L’evento è stato inaugurato venerdì 15 ottobre alla presenza del sindaco Costabile Maurano e dello stesso artista Sergio Vecchio.

Promuovere la conoscenza del territorio di Castellabate attraverso le opere di questo pittore noto in tutto il mondo è l’obiettivo della mostra organizzata dal Comune. Ma le opere che il maestro Vecchio ha messo a disposizione sono state riprodotte e raccolte anche in un volume, quale straordinario veicolo di diffusione e conoscenza dei beni storico-culturali e delle risorse ambientali di Castellabate.
«La mostra si inserisce nel calendario di eventi organizzato per ricordare i 20 anni della morte di monsignor Alfonso Maria Farina – spiega il sindaco Maurano – L’impegno e la passione nel valorizzare, insegnare, trasmettere, diffondere e proteggere il nostro patrimonio culturale è proprio uno degli insegnamenti che ci viene da mons. Farina. La cultura è infatti la nostra più grande opportunità di sviluppo e di crescita. E per cultura intendo l’insieme della tradizione e del sapere scientifico, letterario e artistico di un popolo. Cultura è paesaggio, natura, architettura. Cultura è musica, teatro, opere d’arte. Proprio quelle opere che monsignor Farina ha preservato dall’incuria del tempo e che l’artista Sergio Vecchio realizza con straordinaria maestria. Questo pittore dialoga con la storia, il mito e la memoria. Fonde le volumetrie degli edifici storici e i paesaggi delle Marine, animali misteriosi e profili antichi, in un racconto senza tempo che diventa storia universale. In questo modo è l’arte stessa che diventa ambasciatrice di Castellabate».



Le opere del maestro Sergio Vecchio sono state esposte in svariate città italiane, europee e americane e di lui parlano le maggiori riviste specializzate e i quotidiani. Le sue performances, scritture, pitture e calcografie hanno la capacità di catturare immagini mediterranee e simboli antichi. Ecco allora che le sue tele o le sue preziose carte di Acireale si popolano di templi, simboli mitici, elmi di guerrieri e profili antichi. È un linguaggio fatto di tecnica e passione, colori ed eleganza, che affascina lo spettatore anche profano perché parla direttamente all’anima.

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