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Gioi in ricordo di Enzo Infante con una mostra monografica

di Federico Martino

Far scoprire il Cilento interno quale scrigno dove poter sviluppare un vero turismo culturale. E’ l’obiettivo, generale, che si vuole raggiungere attraverso la manifestazione ‘Vivere i Musei’, ma, nel particolare, è il caso di Gioi, nei giorni 12 e 24 aprile, si vuole far conoscere ai turisti il monumento per eccellenza presente in questo borgo il quattrocentesco Convento di San Francesco; conoscenza però che avviene in maniera inusuale visto che fa da scenografia a una mostra monografica del maestro Enzo Infante. Il visitatore passeggiando per il convento si potrà lasciare andare alle musiche create per l’evento, opera di Francesco Bianco e Rosanna Salati e del loro progetto di sonorizzazione, o porre l’attenzione su un’originale installazione o seguire un testo teatrale. “Fare cultura – spiega Ernesto Bianco consigliere comunale delegato all’Ambiente e al Territorio – non è solo ‘montare’ una mostra, è il pensiero della creazione condivisa, è il desiderio di comunicare e condividere il piacere dell’arte”. Queste sensazioni hanno portato gli organizzatori a immaginare di predisporre un allestimento per i dipinti del maestro Infante senza ‘invadere’ lo spazio sacro della chiesa del Convento: “Si è scelto così di creare ‘un recinto d’arte’ – continua Bianco – composto da moduli di rete metallica che occupa il centro della chiesa a formare un rettangolo in cui sono appesi i dipinti. E’ stata scelta la rete per evidenziare due spazi temporali diversi: quello della mostra e quella del monumento, il Convento. I visitatori saranno introdotti all’esperienza da un attore che interpreta il pittore, per poi essere traghettati dalla musica fino al recinto”. Il maestro Infante, nasce nel 1909 a Gioi e muore nel 2000, si forma al Liceo Artistico di Salerno e all’Accademia delle Belle Arti di Napoli; nella seconda metà degli anni Trenta, dopo tante mostre tenute nel Salernitano, è alla corte dell’imperatore di Etiopia Ailè Selassiè dove viene chiamato per eseguire ritratti e affreschi in alcune sale della reggia. Nel 1933 partecipa ai lavori di decorazione del teatro Verdi di Salerno e nel 1956 affresca la volta di un salone della Provincia di Salerno. Quindi si stabilisce a Livorno dove continua la sua opera di affreschista e a lui è attribuito l’affresco presente nella cappella Gavi. In oltre settant’anni di pittura le esposizioni personali solo in Italia superano le cento, le più prestigiose sono quelle che tiene presso la galleria ‘Chierecato’ di Milano di proprietà del pittore Sergio Arrigoni. Fra i numerosi premi e medaglie i più significativi sono: Premio Sant’Ambroeus Milano; Premio Arte Sacra Santa Margherita Ligure; Premio Ritratto dell’Anno Genova; Gran Premio Genova-Saragozza-Madrid. “La pittura di Infante non conosce tempo – commenta Giuseppe Ianni architetto e critico d’arte-. La sua arte è un continuo mutare, cerca sempre nuove tematiche che creano conflittualità nell’interiore dell’uomo e che si evidenziano in modo immediato attraverso la lettura dell’opera, visualizzate nel cromatismo accentuato della tavolozza e da quel sapiente comporre che dà alle masse pittoriche un sereno equilibrio, con un preciso peso a tutte le superfici”. Questa manifestazione è un punto di partenza per valorizzare una figura simbolo di Gioi: “L’arte di Infante ha lasciato il segno ovunque è passata – conclude Andrea Salati sindaco di Gioi -. Ora è arrivato il tempo di recuperare il valore che ci ha lasciato questo grande artista e dare uno spazio, all’interno del Convento, dove poter far conoscere la sua pittura non solo ai turisti, ma anche alle giovani generazioni. E’ ora di creare una mostra permanente”.

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