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Ortega e i ritratti di donne, apre la mostra a Bosco

di Marianna Vallone

Un viaggio dal Seicento al Pintòr in una mostra, che inaugura oggi e che resta visitabile a fino al 19 settembre, al Museo di Ortega. La mostra, curata da Don Gianni Citro e sostenuta da Scabec, mette la donna al centro dell’itinerario tracciato nell’allestimento. «Per la Mostra che inaugura le celebrazioni di Ortega 100, ci è parso giusto optare per il tema della donna, che tanta parte ha rivestito nella elaborazione artistica del pintòr. E ci è parso, congruo ‘mostrare’ come il tema sia stato declinato da Josè Garcia Ortega, ponendolo, per così dire, in una sorta di dialogo a distanza con i pittori dell’età barocca. – spiega Franco Maldonato, direttore del Polo Museale – Le dolorose maternidades del pittore spagnolo, con i neonati ischeletriti dalla soggezione ad un’economia di mera sussistenza, costituiscono una drastica discontinuità con le donne dei secentisti. In una reinterpretazione della natività che si colloca in una prospettiva più aderente al vero. Che è, poi, la cifra della pittura di Ortega: il realismo sociale».

Nato ad Arriba de las Montes, paesino castigliano, si trasferì giovanissimo a Madrid, dove nel ’47 fu condannato al carcere per attività antifranchista. Una volta liberato fu costretto all’esilio: viaggiò alla volta di Parigi, mentre all’inizio degli anni ’70 si trasferì prima a Matera dove apprese l’arte dei maestri cartapestai e poi, dopo il ritorno in Spagna, negli anni ’80, si stabilì nel paesino cilentano di Bosco.

All’inaugurazione della mostra parteciperanno il sindaco di San Giovanni a Piro, Ferdinando Palazzo, il presidente di Scabec, Antonio Bottiglieri, il direttore del Polo Museale Franco Maldonato; interverranno la storica dell’arte Eliana Galli e il curatore della mostra, don Gianni Citro.

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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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