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“Sii partecipe” a Marina di Camerota: reseconto dell’incontro per capire meglio il referendum del 12 e 13 giugno

di Raffaele Galato

Ieri, ultimo giorno di campagna elettorale per i referendum su nuclare, acqua e elegittimo impedimento, si è tenuto a Marina di Camerota un incontro organizzato da Rosanna Mazzeo, consigliere comunale di Camerota, e Silvano Del Duca, Segreteria Nazionale Federazione Giovani Socialisti.

La saletta del Negroni Lounge Bar, messa a disposizione dal gestore Gerardo Cusati, era piena di persone interessate ad approfondire le tematiche referendarie. Tra esse si notano molte facce giovani.

Apre gli interventi prettamente tecnici Giusy Lofrano, dottore di ricerca Ingegneria Ambientale, la quale si sofferma sul tema dell’acqua partendo, come da lei sottolineato, dall’ABC (Acqua Bene Comune), per toccare le varie problematiche legate alla privatizzazione di un bene primario in un momento in cui il nostro pianeta soffre per un sempre più marcato “stress idrico” dovuto alla diminuzione di “risorse idriche fruibili” dalle popolazioni e con la sempre più grave minaccia di “guerre idriche”.

Successivamente prende la parola Giannicola Bonadies, professore in Fisica Nucleare (già intervistato dal Giornale del Cilento: “E’ una favola quella che dice che un chilowattora prodotto dal nucleare costa meno di quello prodotto con altre fonti”), il quale fa un excursus sulle varie problematicità legate all’energia nucleare: costi elevati dati dalla costruzione e smantellamento delle centrali, dallo stoccaggio delle scorie e dall’esponenziale esaurimento delle scorte di uranio; problemi radiazioni; problema scorie; bisogno di immense quantità di acqua per il raffreddamento delle centrali. Alla fine si lascia andare ad un appello agli elettori per un voto che sia anche una “spallata al governo”.

Prende la parola l’avvocato Nicola Suadoni che si intrattiene sull’ultimo quesito referendario, quello legato al legittimo impedimento. Il giovane avvocato, partendo dalla scontata affermazione da tutti conosciuta che “la legge è uguale per tutti”, sottolinea come il cosiddetto “legittimo impedimento” (in parte già bocciato dalla corte costituzionale nelle norme che prevedono il rinvio automatico dei processi per un periodo fino a 18 mesi) crea una sperequazione enorme tra cittadini ponendo di fatto il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri stessi in una condizione di privilegio di cui nessun’altra categoria può godere.

Sotto la conduzione del moderatore Silvano Del Duca si passa agli interventi politici.

La parola viene data a Rosanna Mazzeo la quale ribadisce la necessità di andare a votare per consentire il raggiungimento del quorum del 50% più uno richiesto per la validità del referendum.

La parola passa a Enzo Maraio, Assessore al Turismo e Sport Comune di Salerno, che, facendo sue tutte le affermazioni tecniche dei relatori che l’hanno preceduto, prova ad inquadrare i temi trattati da un punto di vista più “politico” affermando che tutte e tre le problematiche affrontate dai referendum, se non cancellate, porteranno ad una “società di mercato” caratterizzata da forti diseguaglianze sociali e ad un’ancora maggiore spaccatura fra Nord e Sud (l’energia nucleare serve al Nord ma le scorie probabilmente finiranno al Sud). Quindi, dicendosi ancora contrario a tutte le diseguaglianze, invita a votare 4 si, anche come segnale contro il governo.

Le conclusioni vengono lasciate a Antonio Valiante, Consigliere Regione Campania, il quale allarga ancora di più l’orizzonte referendario affermando come dietro i tre quesiti si nascondono interessi colossali che vanno dall’impunità assicurata ai ministri alla gestione di risorse quali acqua ed il nucleare. L’onorevole sottolinea però con fermezza e convinzione che è necessario, come lui dice, “alzare l’attenzione sull’acqua”, perché un bene primario quale l’acqua deve essere gestito in maniera ottimale anche dal sistema pubblico che invece, attualmente, presenta gravi carenze e sperequazioni.

Sono le 20:00, gli interventi si chiudono e dopo un drink per tutti la riunione viene sciolta.

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