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Ospedale di Agropoli, Castellabate ricorre al Tar contro la dismissione del presidio

di Federico Martino

Il Comune di Castellabate ricorre al Tar contro il decreto del commissario ad acta Stefano Caldoro per la prosecuzione del piano di rientro del settore sanitario della Regione Campania, che prevede la dismissione del presidio ospedaliero di Agropoli e la sua contestuale riconversione in centro ambulatoriale a indirizzo oncologico e struttura residenziale per cure palliative, ovvero hospice. Con il ricorso al tribunale amministrativo regionale la giunta guidata dal sindaco Costabile Maurano chiede l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento n. 49 dello scorso 27 settembre e pubblicato sul Burc n. 65 del 28 settembre.
Il primo cittadino di Castellabate ha proposto anche ai sindaci dei piccoli Comuni del comprensorio di associarsi alla nomina congiunta di un unico legale per ottenere risparmi di spese legali ma anche una rafforzata posizione in termini di strategia processuale. E già più di un primo cittadino del distretto sanitario 108 ha manifestato l’intenzione di aderire.
Secondo il ricorso presentato da Castellabate, che nel giudizio è rappresentato dall’avvocato amministrativista Adriano Tortora, la decisione del commissario ad acta deve considerarsi formalmente nulla, illegittima, oltre che priva di una ragionevole motivazione e intrinsecamente contraddittoria. Innanzitutto, in tema di un provvedimento regionale di dismissione di un presidio ospedaliero la giurisprudenza riconosce legittimazione e interesse ad agire in capo ai Comuni sul cui territorio è situata la struttura.
Nello specifico, il decreto con cui il commissario dispone l’approvazione di un nuovo piano ospedaliero regionale è nettamente difforme da quello approvato con la legge regionale 16/2008, il quale tra l’altro manteneva e riconvertiva a nuove funzioni l’ospedale di Agropoli prevedendo anzi un maggiore numero di posti letto. La revisione è motivata con un accordo tra regione e Governo antecedente alla stessa legge regionale e quindi illegittima.
«Di fatto l’ospedale di Agropoli svolge una fondamentale funzione di garanzia del diritto della salute per le popolazioni dei Comuni del comprensorio che altrimenti sarebbero tagliate fuori dal circuito ospedaliero, visto che con il nuovo assetto si troverebbero a più di un’ora di viaggio dal presidio ospedaliero più vicino – spiega il sindaco Maurano – Il vero problema da affrontare è piuttosto quello di garantire la qualità dei servizi di assistenza e la loro integrazione con l’intera rete ospedaliera e il territorio, pur nel rispetto della sostenibilità dei costi ma assicurando che le risorse siano distribuite secondo un oggettivo criterio dei bisogni delle differenti territori».    


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