Svizzera-Cilento, l’odissea per tornare ad Alfano. Sindaco: «Non è tollerabile»

Infante viaggi

di Antonio Vuolo

«Non è tollerabile e non è possibile che in un Paese che si reputa civile come il nostro, dei nostri paesani di rientro dopo aver perduto il lavoro, vengono impunemente bloccati alla stazione di Milano Centrale. Come Sindaco sono stata la prima ad applicare il rigore, ma rigore non significa menefreghismo nei confronti dei tanti italiani provenienti da fuori e soprattutto dall’estero e che prendono la valigia per trovare un lavoro ed avere assicurato un futuro». A sfogarsi così, nelle ore scorse, sui social è stata la sindaca di Alfano, piccolo borgo del Cilento, Elena Anna Gerardo.

Al centro della discussione il rientro a casa, in Italia, di quattro cilentani, tre di Alfano e uno di Centola, che fino a qualche mese fa lavoravano a Zermat, in Svizzera. Poi, la pandemia e la perdita del lavoro, dell’appartamento e di ogni tutela sanitaria. Nonostante ciò, con molta responsabilità, nella prima fase dell’emergenza, i ragazzi sono rimasti in Svizzera, sacrificandosi e mettendo mano anche a qualche piccolo risparmio per tirare avanti. Ma, ora, due mesi senza lavoro, anche per loro era diventato impossibile rimanere ancora lì. Ma il rientro è stato un’odissea.

«Giunti a Milano, la Polfer non li ha fatti partire con il Frecciarossa, riferendo anche alla sottoscritta che avevano avuto disposizioni di vietare i mezzi pubblici – aggiunge la sindaca – E’ stato impossibile anche noleggiare un mezzo. Alla fine siamo riusciti a far partire un taxi da Torre Orsaia per consentire ai quattro di tornare a casa». E la sindaca va oltre con la sua riflessione: «Ebbene, qui tutti vogliamo tutelare la salute ma mi chiedo a cosa giova tutta questa rigidità a spese di ragazzi emigrati in cerca di una vita migliore, costretti oggi a pagare a proprie spese un mezzo privato? E, sempre in tempo di coronavirus, come mai continuano sbarchi di clandestini sulle nostre coste con tanto di nave da crociera per la quarantena a spese degli italiani mentre i nostri ragazzi sono stati costretti a pagare un mezzo privato? Ah già quelli non sono italiani e noi siamo solo brutti razzisti! Dunque in Svizzera è lecito licenziare gli italiani e sospendergli la copertura sanitaria, in Italia è lecito trattare gli italiani peggio dei clandestini. Sic transit gloria mundi!». Intanto, i giovani, una volta rientrati, si sono messi in quarantena.

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