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Turisti chiedono servizi minimi su spiagge pubbliche. L’amministrazione non risponde. Ecco le denunce

di Federico Martino

Giorni fa vi ho inviato un messaggio pregandoVi di pubblicarlo poichè ritengo
insostenibile, e scusatemi se mi ripeto, il fatto che ogni giorno devo
assistere alla immane ed ingiusta fatica che  sia le mamme con i passeggini ed
i diversamenti abili debbano fare  per accedere alle spiagge libere. Mi dispiace ma non smetterò mai di portare all’attenzione questo problema, se
riuscirò andando anche oltre a questo giornale, perchè siamo nel 2010 e questi
problemi non dovrebbero più sussistere in un paese civile che tenga conto di
tutte le problematiche inerenti all’accoglienza turistica e non. In precedenza
mi è stato risposto che il problema sarebbe stato preso in considerazione, ma
siamo ormai a più della metà della stagione estiva ed ancora non si vede nessun miglioramento in proposito e non penso che sia un problema che spetti ai privati poichè nelle strutture private le pedane esistono e sono sempre
esistite, ma io mi riferisco ai pochi metri di spiaggia libera ancora esistente per cui basterebbe una sola pedana per spiaggia ed il problema sarebbe risolto con gran soddisfazione di tutte le mamme e chi è meno fortunato di noi e segnerebbe un punto in più a Marina di Camerota per civiltà e sensibilità.
Mi appello anche alla sensibilità dei cittadini di Marina di Camerota affinchè
portino avanti con me questa giusta richiesta al Comune.
Grazie Montanelli Gabriella

L’indifferenza dell’amministrazione nei confronti di chi ha bisogno e di chi chiede il minimo per poter usufruire di un servizio che gli spetta continua ad indignare la nostra lettrice. Non si sono visti segni di risposta alla semplice richiesta di passerelle da mettere sulla spiaggia per poter far accedere i passeggini e le carrozzine per i diversamente abili alle spiaggie libere di Marina di Camerota. Abbiamo sentito alcuni turisti sulla spiaggia di Lentiscelle: "Mia moglie senza di me non può scendere a mare, ed io sono costretto a privarmi di alcune ore di pesca in barca per poterla accompagnare visto che da sola sotto il sole non riesce a scendere in spiaggia con il passeggino e la borsa da mare", racconta un turista della Capitale al giornaledelcilento.it :"Siamo nel 2010 e non è possibile vedere ancora insormntabili barriere per poter accedere ad una spiaggia. Altri si uniscono al signore romano, " ho visto mamme tornare indietro oppure cercare l’aiuto di un bagnante per poter scendere a mare – dice una signora del napoletano – non è possibile fare nemmeno un bagno se si ha un passeggino, le passerelle sono un diritto anche per chi come me scende in spiaggia e non vuole scottarsi sulla sabbia rovente". Molto malcontento ha suscitato tra gli ospiti del comune costiero la mancanza di strutture quali semplici tavole di legno lungo tutto il litorale libero, non tutti hanno voglia o disponibilità di accedere ad un lido privato e quindi si ci aspetta un minimo di comprensione dagli amministratori.

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