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Uccide la moglie con una coltellata, figlio 12enne in lacrime: «Mamma perchè non rispondi?»

di Luigi Martino

L’omicidio di Vibonati è stato risolto e ora c’è un colpevole che ha confessato. Si tratta del marito di Pierangela Gareffa, la 39enne trovata morta domenica sera nella sua abitazione in località Fortino a Vibonati. Alessandro Efisio Pili è accusato di omicidio volontario ed è rinchiuso nel carcere di Sala Consilina. In un primo momento l’uomo aveva dichiarato che la donna si fosse ferita a causa di un incidente domestico, ma questa versione non ha mai convinto i carabinieri della compagnia di Sapri che hanno sottoposto il colpevole a varie ore di interrogatorio fin quando è crollato e ha confessato tutto. Secondo una prima ricostruzione Sandro Pili, 48 anni, al termine dell’ennesima lite con la moglie, nata in Venezuela ma da sempre vissuta nel golfo di Policastro, ha afferrato un coltello da cucina, poi ritrovato dagli inquirenti nella casa, e ha colpito la moglie con un fendente dritto al polmone destro. Si sarebbe accorto subito della gravità della situazione, tentando di medicare la moglie sdraiata sul letto. La ferita, però, è troppo profondo e Pierangela muore dissanguata. E’ nel letto in un lago di sangue quando il figlio di 12 anni urla in lacrime: «Mamma, perchè non mi rispondi?». La scena è drammatica. Il ragazzino è sotto choc ed è stato affidato ai nonni. Sul corpo del cadavere i medici hanno effettuato un primo esame esterno. Dall’esito è uscito fuori che la donna si sarebbe potuta salvare se fosse stata ricoverata in ospedale subito dopo la coltellata. Ma il marito è andato dai vicini a chiedere aiuto, raccontando la bugia dell’incidente domestico, solo in tarda serata quando ormai non c’era più nulla da fare.

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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