Il 18 marzo di ogni anno è la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus (COVID‑19), istituita con la legge n. 35 del 17 marzo 2021 per non dimenticare il drammatico impatto della pandemia e le persone decedute a causa del virus. La ricorrenza è entrata ufficialmente nel calendario civile italiano dopo l’approvazione unanime della legge da parte del Parlamento.
La data è stata scelta in riferimento al 18 marzo 2020, quando la prima ondata della pandemia trasformò l’Italia nel focolaio europeo della crisi sanitaria: immagini di camion militari che trasportavano bare da Bergamo, tra le province più colpite, rimasero impresse nella memoria collettiva come simbolo della gravità della situazione.
In occasione della giornata, in tutti i luoghi pubblici e privati viene osservato un minuto di silenzio in memoria dei deceduti e gli edifici istituzionali espongono le bandiere a mezz’asta come segno di rispetto e raccoglimento.
La ricorrenza rappresenta anche un momento per riflettere sul sacrificio di medici, infermieri, operatori sanitari e operatori delle strutture socio‑sanitarie che, in prima linea, hanno affrontato l’emergenza nei suoi momenti più difficili. La giornata invita inoltre a promuovere iniziative didattiche, culturali e sociali volte a tenere viva la memoria e soprattutto a trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza dell’importanza della salute pubblica.
Tra le iniziative che accompagnano la ricorrenza vi sono cerimonie istituzionali, momenti di commemorazione nelle comunità locali e attività educative nelle scuole. Diverse amministrazioni promuovono eventi e testimonianze per ricordare non solo i numeri, ma soprattutto le storie e le persone dietro alle cifre della pandemia.
La Giornata nazionale del 18 marzo resta un appuntamento istituzionale e civile volto a mantenere viva la memoria di un periodo che ha segnato profondamente la società italiana, con l’obiettivo di trarne insegnamenti anche per il futuro della salute pubblica.











