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20 Marzo 2026
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21 marzo, Giornata internazionale delle foreste: la sfida dei castagneti italiani

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21 marzo, Giornata internazionale delle foreste: la sfida dei castagneti italiani

Il 21 marzo si celebra la Giornata internazionale delle foreste, un’occasione per riflettere sull’importanza degli alberi e dei boschi, fondamentali per la vita sul pianeta e per il benessere delle comunità. In Italia, dove gran parte del territorio è montano o collinare, la tutela e la gestione dei paesaggi boschivi sono essenziali non solo per la biodiversità, ma anche per la sicurezza ambientale.

«Il modello di produzione di cibo – spiega Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia – può giocare un ruolo fondamentale. L’agricoltura industriale e intensiva, infatti, è causa dell’80% della deforestazione globale, oltre a contribuire all’inquinamento per l’uso di pesticidi e di emissioni di gas serra. Tre fattori che incidono pesantemente sul cambiamento climatico, con siccità ed eventi estremi sempre più frequenti, che stanno causando gravi danni all’agricoltura e a tutto l’ambiente».

Per questo Slow Food promuove pratiche agricole rigenerative e si impegna nel ripristino dei boschi, con particolare attenzione ai castagneti, simbolo storico delle Terre Alte italiane. «Per secoli il castagno ha garantito nutrimento a intere popolazioni – sottolinea Varazi – ed era una vera infrastruttura del vivere rurale, capace di intrecciare biodiversità, saperi contadini ed economia locale. Ancora oggi, in molte aree interne italiane, i castagni rappresentano una risorsa concreta per le comunità locali».

I castagneti, spiega l’esperto, sono fondamentali anche dal punto di vista ecologico: un bosco gestito significa suoli più stabili, maggiore capacità di trattenere l’acqua, più biodiversità e minore rischio di dissesto idrogeologico. In questo contesto, la Rete Slow Food dei castanicoltori promuove la valorizzazione di questo patrimonio. Venerdì 20 e sabato 21 marzo, a Filattiera (MS), si svolgerà un incontro dedicato con conferenze, laboratori, visite guidate nei boschi e un Mercato della Terra speciale con castanicoltori provenienti da Toscana, Calabria, Emilia-Romagna, Liguria e Piemonte.

«La rete svolge – afferma Rosaria Olevano, responsabile dell’iniziativa – un ruolo chiave nel valorizzare questo importante patrimonio di biodiversità: mette in relazione comunità e produttori, rafforza i legami tra i castanicoltori della penisola e promuove buone pratiche di gestione, oltre a valorizzare i prodotti derivati dal castagno».

Il progetto dimostra come la cura dei castagneti possa diventare un motore di rigenerazione sociale e ambientale, offrendo opportunità concrete ai giovani delle Terre Alte e contribuendo a mantenere vive tradizioni e filiere locali, in equilibrio tra natura, cibo e comunità.

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