La Bulgaria ha ufficialmente adottato l’euro, diventando il 21° Stato membro dell’eurozona e consolidando così la sua integrazione politica ed economica nell’Unione Europea.
Ieri, giovedì 1 gennaio 2026, i bulgari si sono svegliati con una nuova moneta in tasca: gli sportelli automatici hanno iniziato a erogare euro, mentre il lev bulgaro — la moneta nazionale usata fin dalla transizione post-sovietica — scende ufficialmente in pensione.
Un traguardo atteso da anni
La strada verso l’euro è stata lunga e complessa: la Bulgaria era membro dell’UE dal 2007, ma solo dopo anni di riforme economiche e politiche ha soddisfatto i criteri di Maastricht richiesti per l’adozione della moneta unica. Il Governo di Sofia aveva aderito dal 2020 al meccanismo di cambio ERM II, mantenendo il lev legato all’euro con un tasso fisso di 1,95583 leva per 1 euro, che è stato confermato come conversione ufficiale alla data dell’entrata.
Il percorso è culminato con il via libera definitivo dell’Unione Europea nel luglio 2025, quando il Parlamento europeo e il Consiglio hanno approvato le ultime misure legali per l’ingresso della Bulgaria nell’eurozona a partire da inizio 2026.
Reazioni contrastanti nella società bulgara
La transizione ha suscitato emozioni contrastanti tra i cittadini e gli operatori economici:
Festeggiamenti e speranze: molte imprese e cittadini vedono nell’euro una svolta positiva per facilitare il commercio internazionale, attrarre investimenti stranieri e ridurre i costi di transazione. Il presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha definito l’ingresso della Bulgaria nell’eurozona un “forte simbolo di unità europea”. Timori diffusi: parte della popolazione teme un possibile aumento dei prezzi e una perdita di identità nazionale legata al lev. Sondaggi mostrano opinioni divise, con circa metà dei cittadini ancora scettici o contrari al cambiamento. Inoltre, la crisi politica interna, con nuove elezioni e proteste contro la corruzione, ha accentuato l’incertezza sociale.
Cosa cambia concretamente
La transizione è stata pianificata per garantire ordine e trasparenza:
Durante gennaio 2026, lev ed euro circoleranno in parallelo: i negozi esporranno prezzi in entrambe le valute, ma il resto verrà dato in euro. Da febbraio 2026, l’euro sarà unica moneta ufficiale. I conti bancari in leva sono stati convertiti automaticamente in euro, e gli sportelli bancari offrono ancora l’eventuale cambio per un periodo di transizione.
Un simbolo di Europa diversa
Per Bruxelles, l’ingresso della Bulgaria rappresenta un rafforzamento dell’integrazione europea in un momento in cui il progetto comunitario affronta sfide economiche e geostrategiche. Per Sofia, l’euro è visto come un passo verso una maggiore stabilità economica e una presenza più forte all’interno delle istituzioni europee — compresa la partecipazione piena alle decisioni della Banca Centrale Europea.
La Bulgaria entra così nel “club dell’euro” con giovani speranze e vecchie apprensioni, in un equilibrio tra identità nazionale e prospettive europee di lungo termine.


