La maggioranza dei Paesi dell’Unione europea, tra i quali l’Italia, ha dato il primo via libera alla firma dell’accordo commerciale con gli Stati del Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – considerato oggi la più grande area di libero scambio del mondo. L’intesa, approvata a maggioranza qualificata dai rappresentanti dei governi al Coreper, riguarda un mercato di oltre 700 milioni di consumatori e un Pil complessivo di circa 20 trilioni di dollari.
Non sono mancati i dissensi: Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda hanno votato contro, mentre il Belgio si è astenuto. In diverse città europee, da Milano a Parigi, gli agricoltori hanno risposto con proteste e blocchi stradali con i loro trattori. Intanto, l’Argentina ha annunciato che la firma ufficiale del trattato avverrà il 17 gennaio in Paraguay, paese che detiene la presidenza di turno del Mercosur.
Addio ai dazi sul 90% dei prodotti
L’accordo prevede l’eliminazione dei dazi all’importazione per il 91% dei prodotti europei diretti in Sud America: tra questi auto, macchinari, apparecchiature tecnologiche, tessuti, cioccolato, alcolici e vino. Allo stesso modo, il 92% delle esportazioni dal Mercosur verso l’Ue – carne bovina, pollame e zucchero – sarà soggetto a tariffe ridotte o azzerate.
Oggi, le tariffe sulle merci europee possono arrivare fino al 35% per vino e auto, al 28% per formaggi, al 20% per prodotti industriali, al 18% per chimici e al 14% per farmaceutici. Per i Paesi sudamericani, invece, importare prodotti europei diventerà significativamente più conveniente, mentre l’Ue liberalizzerà soprattutto prodotti agroalimentari e bioetanolo.
Tutela per gli agricoltori e meccanismi di salvaguardia
Per proteggere i produttori europei, l’accordo introduce limiti alle quantità di carne bovina, suina e pollame importate con tariffe agevolate. Il trattato stabilisce inoltre un canale preferenziale per le imprese dei due continenti, facilitando accesso a appalti pubblici e investimenti.
Secondo le stime di Bruxelles, l’intesa potrà far crescere le esportazioni europee agroalimentari verso il Mercosur del 50%, sostenere circa 440mila posti di lavoro e ridurre di 4 miliardi di euro all’anno i dazi oggi applicati. Nell’ambito del Mercosur, un fondo da 6,3 miliardi di euro servirà a mitigare eventuali perturbazioni del mercato.
Impatto sull’Italia
L’accordo riguarda anche l’Italia: quasi un milione di posti di lavoro dipende dall’export verso il Mercosur, con oltre 8mila aziende italiane che già operano nei Paesi del blocco latinoamericano. Le esportazioni di servizi italiane verso l’area valgono circa 1,9 miliardi di euro l’anno.
Gli agricoltori italiani hanno espresso preoccupazione per la concorrenza sui prodotti locali e per possibili differenze negli standard di sicurezza alimentare. Il trattato prevede un meccanismo di salvaguardia: per prodotti sensibili come carne bovina, pollame, uova e zucchero, le importazioni agevolate non possono superare determinate soglie, fissate al 5% del mercato, in calo dall’8% concordato inizialmente.
Tutela di Dop e Igp e stop ai dazi sui fertilizzanti
Il Mercosur riconosce e tutela 568 indicazioni geografiche europee, comprese 57 italiane: tra queste Prosecco, Chianti, Asiago, Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano e pomodoro San Marzano.
Inoltre, per ridurre le preoccupazioni degli agricoltori, l’Ue ha eliminato tutti i dazi sui fertilizzanti, inclusi ammoniaca anidra e urea.
Prossimi passi
Il via libera degli ambasciatori Ue rappresenta solo un primo passo: la firma ufficiale del trattato sarà il 17 gennaio in Paraguay, mentre l’approvazione definitiva dovrà passare per il Parlamento europeo, completando così il percorso di ratifica dell’accordo.
Lollobrigida: l’Italia protegge agricoltura e agricoltori
«L’Italia in questi lunghi mesi di trattative ha fatto in modo che l’Agricoltura e gli agricoltori tornassero al centro del dibattito sia in Italia che nell’Unione europea. Oggi sono tornati ad essere riconosciuti come custodi del territorio e dell’ambiente, e garanti della nostra sovranità e sicurezza alimentare. Grazie al nostro impegno abbiamo raggiunto un risultato storico, un incremento dei fondi della Pac annullando le proposte di taglio avanzate in prima battuta dalla Commissione del 23%. Gli agricoltori possono oggi guardare al futuro sapendo di poter contare sul giusto sostegno dell’Europa per essere forti e competitivi. Oltre che contare sul Governo guidato da Giorgia Meloni che ha stanziato più risorse rispetto a tutti i precedenti governi nella storia repubblicana“. Lo dichiara il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
“Rispetto al Mercosur, abbiamo migliorato un accordo che portava indubbi vantaggi per il sistema italiano industriale e agricolo ma che per alcuni settori rappresentava criticità. Oggi, grazie al lavoro dell’Italia, l’accordo è occasione di sviluppo e crescita economica ma presenta meccanismi di *protezione e di reciprocità* che riteniamo adeguati e sui quali vigileremo.
Il Coreper ha dato mandato di firma alla Commissione europea per proseguire nel percorso che porterà all’approvazione del trattato commerciale. Ringrazio l’ambasciatore Vincenzo Celeste che oggi ha ribadito le posizioni del Governo italiano, ottenendo come ultimo risultato di abbassare la soglia del meccanismo di salvaguardia dall’8 al 5%, e il rafforzamento del sistema dei controlli per le merci all’ingresso nell’Unione europea. Gli agricoltori avranno dunque un meccanismo di protezione più efficace qualora vi fossero perturbazioni sui prezzi dei prodotti agricoli e potranno contare su una applicazione effettiva del principio di reciprocità.
La reciprocità è un principio che deve valere per tutti gli scambi commerciali con gli Stati terzi, non solo per il Mercosur. Abbiamo chiesto e ottenuto regole, alle quali l’Unione europea sta lavorando e sul cui progresso vigileremo, che imporranno una cosa logica: i prodotti in ingresso non possono contenere residui di sostanze vietate per gli agricoltori europei. Giocare con le stesse regole è alla base della competitività delle nostre imprese. Se le imprese non sono competitive è la nostra stessa sovranità a essere a rischio e per questo il fondo da 6,3 miliardi di euro per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento CBAM garantiscono alle nostre imprese condizioni migliori per la produzione.
L’Italia è dalla parte degli agricoltori e lavora perché il nostro sistema rimanga florido e possa garantire ai cittadini italiani ed europei la possibilità di scegliere cibo di qualità».


