In un panorama letterario che mescola impegno civile e riflessione morale, Non interferite. Il sangue dei preti sull’altare delle mafie di Don Marcello Cozzi si distingue come un’opera potente e necessaria. Il volume, edito da San Paolo Edizioni, si propone di approfondire il rapporto complesso tra Chiesa, comunità e criminalità organizzata, dando voce a sacerdoti che hanno incarnato fino in fondo la propria coscienza e il loro senso di giustizia.
Cozzi, sacerdote lucano, intreccia nelle pagine del libro narrazione storica, testimonianze dirette e riflessione etica. Il titolo stesso – Non interferite – richiama l’imposizione mafiosa di non ostacolare i loro traffici e di non intromettersi nelle loro logiche di potere. L’autore trasforma però questa ammonizione in un monito civile, una chiamata a osservare, ricordare e agire.
Una narrazione tra memoria e testimonianza
L’opera esplora la storia di preti coraggiosi che, nel silenzio o nella periferia delle città, hanno scelto di affrontare le mafie, spesso a costo della propria vita. Cozzi non si limita a celebrare figure note come don Giuseppe Puglisi o don Peppe Diana, ma racconta anche sacerdoti meno conosciuti, i cui gesti di coraggio hanno contribuito a tenere viva la dignità della comunità e la credibilità della Chiesa come istituzione morale.
Con un ritmo narrativo che alterna ricostruzioni documentali, testimonianze dirette e riflessioni personali, il libro restituisce al lettore il senso della paura, del sacrificio e della forza interiore che hanno caratterizzato queste figure. Il risultato è un testo che va oltre la semplice cronaca: diventa un vero e proprio viaggio nella coscienza civile e nella responsabilità morale.
Riflessioni attuali
Pur narrando fatti storici, Non interferite possiede una valenza pedagogica e sociale: invita a interrogarsi sulle scelte etiche nella vita quotidiana e nel contesto della società contemporanea. La mafia non è solo un fenomeno storico, ma una realtà ancora presente, e la testimonianza di chi si è opposto senza compromessi diventa esempio e guida per le nuove generazioni.
L’opera si configura quindi come ponte tra memoria e attualità, tra fede e impegno civile, tra storia e pedagogia della legalità. Don Marcello Cozzi riesce a trasformare la lettura in un’esperienza che non si limita al piacere letterario, ma sollecita la riflessione personale e collettiva.


