20 Gennaio 2026

Magistratura onoraria: illegittima la limitazione decennale del titolo

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Magistratura onoraria: illegittima la limitazione decennale del titolo

Focalizzato il principio dell’assenza di limiti temporali quando è in gioco il corretto funzionamento della Giustizia.

La Corte costituzionale si è pronunciata sul tempo della Giustizia. Il principio affermato con la sentenza, torna ad affrontare un tema cruciale per l’ordinamento: il rapporto tra limiti temporali e attività essenziali per l’amministrazione della Giustizia stessa. Al centro della decisione vi è l’affermazione di un principio di particolare rilievo sistematico: quando è in gioco il corretto esercizio della funzione giurisdizionale, il fattore tempo non può trasformarsi in un vincolo rigido e preclusivo. La Consulta ribadisce come amministrare la Giustizia non sia un’attività qualunque, ma una funzione costituzionalmente garantita, che trova il proprio fondamento negli articoli 24, 101 e 111 della Costituzione. In tale prospettiva, l’imposizione di termini perentori o limiti temporali eccessivamente stringenti rischia di compromettere non solo l’effettività della tutela giurisdizionale, ma anche la qualità stessa delle decisioni.

Secondo la Corte, l’esigenza di certezza dei tempi, pur legittima, non può prevalere in modo automatico su quella di assicurare una valutazione piena, ponderata e responsabile delle questioni sottoposte all’autorità giudiziaria, anche in riferimento a chi quella Giustizia l’amministra. In attività che incidono su diritti fondamentali, libertà personali e interessi di rilievo pubblico, la compressione del tempo può tradursi in una lesione sostanziale delle garanzie costituzionali, così come non si può porre un limite temporale in riferimento all’attività dei giudici onorari. La pronuncia si inserisce così in un filone giurisprudenziale volto a riaffermare che l’efficienza della Giustizia non coincide con la mera velocità. Il “tempo della decisione” deve essere ragionevole, ma anche adeguato alla complessità del caso concreto ed acquisire padronanza della materia, non può che essere considerato un valore aggiunto. Imporre limiti temporali indiscriminati significa rischiare una Giustizia sommaria, più apparente che reale. In definitiva, la Corte costituzionale richiama il legislatore e gli interpreti a un equilibrio delicato ma imprescindibile: la gestione della Giustizia non può essere governata solo dal cronometro del tempo che passa, perché la tutela dei diritti non ammette scorciatoie.

La funzione della Magistratura Onoraria riveste un ruolo di primaria importanza e, ad ogni soggetto che in essa si impegna per una corretta conduzione di un incarico così delicato, deve essere assegnato il rispetto e la gratitudine della comunità, che non può certamente essere vincolato al trascorrere degli anni, ma deve riconoscere onore e merito, anche e soprattutto all’esperienza che, in quegli anni, si matura!

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