19 Gennaio 2026

Animali nei circhi e negli spettacoli: a che punto siamo

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Animali nei circhi e negli spettacoli: a che punto siamo

Una giostra di luci, musica e risate. Ma dietro il sipario del tendone, dove ancora oggi animali esotici e domestici sono chiamati a esibirsi, si apre un dibattito che tocca leggi, etica, welfare e identità culturale. Il tema degli animali nei circhi e negli spettacoli non è nuovo, ma nel corso degli ultimi anni ha conosciuto una trasformazione profonda, con normative sempre più stringenti, nuove sensibilità pubbliche e modelli alternativi di intrattenimento.

Una storia di relazioni antiche e controversie moderne

Fin dall’Ottocento, i circhi hanno utilizzato animali per stupire il pubblico: elefanti che si alzano sulle zampe posteriori, leoni che saltano attraverso cerchi di fuoco, cavalli che eseguono coreografie. In passato, queste rappresentazioni erano simbolo di dominio umano sulla natura, parte integrante della magia del “grande spettacolo”.

Oggi, però, quella stessa tradizione è sotto esame. Organizzazioni internazionali per la protezione animale, scienziati del comportamento e ampie fasce dell’opinione pubblica denunciano i potenziali rischi per il benessere degli animali coinvolti. Secondo studi recenti, molte specie non prosperano in contesti di addestramento intensivo, gabbie strette o costrizioni fisiche: stress cronico, stereotipie comportamentali e problemi di salute sono frequentemente osservati nei soggetti utilizzati in spettacoli. Il dibattito si è quindi spostato dal “se” gli animali debbano far parte del circo, al “come” e “a quali condizioni”.

Leggi in evoluzione: dal bando alle regolamentazioni

Negli ultimi anni, molti Paesi hanno intrapreso strade diverse per disciplinare l’uso di animali negli spettacoli. In Europa, alcuni Stati membri dell’Unione Europea hanno adottato divieti totali o parziali, mentre altri hanno scelto percorsi di regolamentazione molto rigidi.

In Italia, la legge ha subito diverse modifiche per tutelare il benessere animale. Dal divieto di utilizzo di specie selvatiche in spettacoli itineranti all’introduzione di standard minimi di custodia e addestramento, la normativa cerca di ridurre i rischi per gli animali senza cancellare del tutto la possibilità di spettacoli con animali addestrati. Alcune regioni italiane, inoltre, hanno adottato ordinanze ancora più restrittive, includendo limitazioni sulla permanenza e sulle condizioni di detenzione.

Allo stesso tempo, giurisdizioni in Nord America, Australia e Sudamerica mostrano approcci diversificati: dal completo bando di animali nei circhi a certificati di benessere che richiedono audit, formazione obbligatoria del personale e spazi di vita conformi agli standard internazionali.

Il ruolo delle sensibilità pubbliche

Non sono soltanto le leggi a plasmare il cambiamento: anche l’opinione pubblica sta evolvendo. Sondaggi recenti italiani ed europei mostrano come una larga parte dei cittadini manifesti scetticismo e preoccupazione riguardo alle condizioni di vita degli animali nei circhi. Il concetto di intrattenimento “a tutti i costi” lascia spazio a richieste più consapevoli: spettacoli senza animali, fulcro sulla performance umana, tecnologie immersive e narrazioni creative che non sfruttano esseri senzienti.

Anche il mondo dello sport e dell’arte comincia a rispondere a questa sensibilità: festival di arti performative, circhi contemporanei e compagnie itineranti promuovono spettacoli animal‑free, puntando su acrobazie, luci, musica, teatro e tecnologie digitali per creare emozioni senza animali.

Nuovi modelli di intrattenimento: esiste un’alternativa?

Sì, e sempre più consolidata. Il modello del circo contemporaneo, come quello promosso da compagnie internazionali, ha dimostrato che è possibile affascinare il pubblico senza animali. Acrobazie, equilibristi, giocolieri e performance artistiche si combinano a scenografie spettacolari e storytelling teatrale, condensando tradizione e innovazione.

In Italia e all’estero, realtà come festival di strada, rassegne di arti performative e spettacoli di danza itinerante stanno guadagnando audience, dimostrando che l’interesse del pubblico non si esaurisce con l’assenza di animali, ma si sposta verso forme di meraviglia meno legate alla dominazione sulla natura e più orientate all’espressione umana.

Scienza, etica e il futuro del circo

La scienza fornisce dati chiari sul comportamento animale e sulle esigenze etologiche delle specie coinvolte. È una bussola indispensabile per chi desidera regolamentare in modo equilibrato: non demonizzare, ma proteggere. Il punto chiave non è negare l’arte del circo, ma domandarsi se certe pratiche siano compatibili con il benessere animale secondo gli standard odierni.

A giudicare dalle normative emergenti e dalle trasformazioni culturali in corso, il futuro sembra spostarsi verso forme di intrattenimento più etiche e sostenibili. Il circo non sparisce, ma si trasforma: più spazio a creatività, tecnica e stupore.

Foto archivio tratta da Il Piacenza

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